Gioco
Sembrano i Settanta Italia regina sul rosso: Fognini e Berrettini alfieri di una rinascita
Cinque giocatori nei primi 70, non accadeva da tanti anni La terra si conferma la nostra riserva di caccia preferita
MILANO. Sembrano tornati i favolosi anni Settanta. Quando i Panatta, i Barazzutti, i Bertolucci facevano man bassa di tornei. Il Masters maschile (ufficialmente Atp Finals) coi migliori 8 del mondo di fine stagione al PalaAlpitour di Torino per il quinquennio 2021-25 sembra caricare il tennis italiano, capace di esprimersi con una continuità e una varietà di protagonisti che richiama gli anni ’70 del boom delle racchette. In questi primi quattro mesi ci sono già stati tre successi azzurri sull’Atp Tour: Cecchinato a Buenos Aires, Fognini a Montecarlo (primo Masters 1000 azzurro) e domenica Berrettini a Budapest (più la finale di Seppi a Sydney), quindi quattro finali con quattro diversi protagonisti, peraltro molto diversi come caratteristiche tecniche ed estrazione geografica; solo la Francia ha tre vincitori come noi, ma senza un Masters 1000. Poi ci sono i 5 Challenger: due Mager, uno Matteo Berrettini, Sinner, infine Travaglia l’altro ieri. Matteo Berrettini, da poco 23enne (è nato il 12 aprile 1996), si è aggiudicato entrambe le prime due finali in carriera e rilancia il discorso precocità: è il secondo più giovane azzurro a raggiungere le prime due finali Atp negli ultimi 24 anni (dietro Volandri che toccò la seconda finale a 22 anni e 8 mesi), ed è il terzo più giovane italiano a firmare due tornei. Dopo Cancellotti che, nell’84, concesse il bis già a 21 anni e 6 mesi, e Pescosolido che, nel’93, replicò sull’Atp Tour a 22 anni e 4 mesi. Il romano (n. 37) insegue il 26enne Cecchinato (n. 19) - semifinalista l’anno scorso al Roland Garros - che, a sua volta, dopo avergli soffiato e restituito la corona di numero 1 d’Italia nella classifica mondiale, insegue il 31enne Fognini, a un passo dai ’top ten’ al 12. Che significa: due italiani fra i primi 20, tre fra i 40, sei fra i 90 e diciannove fra i primi 200. Più di tutti, a pari merito degli Usa, che avevamo superato sette giorni fa. Dietro, c’è un solido gruppetto di ragazzi terribili che incalza. Fra questi, spicca il 23enne Lorenzo Sonego (n. 69). Ieri però ha perso a Monaco in tre set da Fucsovics.
Si è fatto particolarmente notare per le insolite precocità, solidità e completezza il 17enne altoatesino Jannik Sinner, primo del 2001 ad aggiudicarsi un match Atp Tour: dal titolo di Bergamo del 24 febbraio, ha vinto 19 match su 22, fra Futures, Challenger e Atp (uno in qualificazioni e uno in tabellone principale). —
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