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Mercedes fa la storia: 4 doppiette in 4 gare Niente riscossa rossa

Cristiano Marcacci
Mercedes fa la storia: 4 doppiette in 4 gare Niente riscossa rossa

A Baku trionfo di Bottas che si porta in testa alla classifica porta in faccia ad Hamilton, prova anonima delle Ferrari 

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baku (azerbaigian). Cambiano i teatri e gli scenari, ma il copione rimane lo stesso. La Mercedes in parata sotto la bandiera a scacchi e la Ferrari che arranca con la lingua fuori dalle labbra e che pensa a dover lavorare ancora molto e a fare meglio al prossimo Gran premio. A Baku le “Flame Towers” s’inchinano allo strapotere anglo-tedesco e accanto alla città vecchia simbolo del Caucaso si erge un altro Patrimonio Unesco. È quello che ha la stella a tre punte come bandiera e Valtteri Bottas e Lewis Hamilton come ambasciatori nel mondo.

Il muretto Ferrari vede scorrere sui monitor la quarta doppietta Mercedes in quattro gare. Mai nessun team aveva ottenuto un simile risultato all’inizio della stagione nella storia della Formula uno. Il finlandese capoclassifica provvisorio del Mondiale si è scrollato di dosso anche la maledizione della “pole” di questo avvio di 2019: finora chi era partito dalla prima posizione dello schieramento non era mai riuscito a mantenerla. Lui, invece, lo ha fatto, dimostrando ulteriormente all’inglese campione del mondo in carica che il maggior competitor per la conquista del titolo iridato Lewis ce l’ha in casa, sotto il tetto del medesimo box.

Bottas non ha avuto il minimo problema a chiudere la porta in faccia ad Hamilton anche in Azerbaigian. Lo ha fatto, in modo esemplare, nelle prime curve dopo il semaforo verde, quando dopo alcune centinaia di metri ruota a ruota con il compagno di squadra lo ha lasciato dietro andando a sfiorare le barriere di protezione per mantenere la testa della corsa. Per lui, però, non è stata una passeggiata quella tra i budelli di Baku, tra curve con una sede stradale inferiore, in certi punti, ai settanta metri di larghezza. Dopo i primi giri in cui le macchine di Toto Wolff hanno allungato il passo su tutti essendo più veloci di un secondo abbondante rispetto alla media degli altri, Bottas ha avuto infatti non poche difficoltà a controllare il bilanciamento dell’auto a causa del “graining” subìto dagli pneumatici con mescola soft. Un fenomeno frequente in Formula uno e che avviene quando la gomma scivola contro la superficie in curva anziché opporvisi per effetto del grip. L’abrasione laterale contro la pista crea dei grumi sul battistrada, riducendo l’aderenza disponibile. Questi grumi poi si staccano lasciando dei piccoli crateri sulla gomma.

Il fatto però di essere come sempre sostenute da una strategia impeccabile da parte della squadra, compresa la perfetta programmazione dei pit-stop, le Mercedes hanno brillato nuovamente per la gestione dell’auto e degli pneumatici. Lo stesso non si può dire per la Ferrari, con particolare riferimento a Charles Lecrerc. Il giovane monegasco, con in corpo una gran voglia di riscattarsi dopo aver rovinato al sabato la prestazione in prova con l’urto contro il muro, è stato in testa per uno scorcio di gara dopo essere scattato dall’ottava posizione in griglia, ma è risultato quasi inspiegabile il suo ritardo (sicuramente concordato con la regia guidata da Mattia Binotto) nel rientrare ai box per il cambio gomme. Alla fine è quinto, mentre il terzo podio stagionale della Ferrari è firmato da Vettel, la cui prova, assolutamente priva di sussulti, è stata alla fine abbastanza anonima.

Il giro veloce in gara di Lecrerc è solo una magra consolazione a cui però si aggrappa con gli artigli il presidente del Cavallino John Elkann: «La Mercedes è più forte e più fortunata, ma il giro veloce oggi l'abbiamo fatto noi. Lo spirito nella squadra è molto buono. C'è tanta voglia di vincere e il campionato è ancora lungo». —

Cristiano Marcacci

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