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david biuzzi 

il mondo capovolto in appena un anno

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Aveva ragione Albert Einstein quando diceva che il tempo è relativo. Un anno, ad esempio, può sembrare poco più di un amen. O comunque un periodo breve.

Già, ma in un anno può cambiare tutto. Prendete i 365 giorni passati fra il 28 aprile del 2018 e lo stesso giorno del 2019. L’Empoli, nel primo caso, celebrava un trionfo clamoroso: il ritorno in Serie A con quattro giornate d’anticipo. Era bastato, allora, un banale 1-1 interno contro il Novara per coronare una cavalcata fantastica. Ieri, invece, gli azzurri si sono svegliati con più di un piede, per non dire entrambi, in Serie B.

Un cambio di scenario ce fa pensare a un’epoca, non un semplice anno. E che fa tornare a mente uno dei cavalli di battaglia di un giovane Luciano Spalletti, allora rampante allenatore dell’Empoli: «Il calcio ti da il pane e la sassata». Ecco, questi 12 mesi sono stati quelli della sassata. Delle sassate. Un brusco risveglio, perché la promozione dei record faceva pensare a un qualcosa di diverso. Forse alla possibilità di aprire un ciclo, di sicuro a quella di giocarsela in maniera diversa, più convinta.

E invece l’Empoli a questo finale di stagione ci arriva male. Molto male. Con una squadra a pezzi, in senso letterale, che ora dovrà cercare di trovare energie che sembra non avere per continuare a lottare. Con una società che di fatto senza il dg, Riccardo Pecini, che aveva a lungo inseguito e corteggiato.

In un anno, insomma, è cambiato tutto. E, magari, può cambiare ancora. Stavolta, speriamo, non in peggio. —

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