Sicurezza
Una visione Serena «Juve a mente libera, l’Inter in contropiede Se Perisic ha voglia...»
«I bianconeri non mollano nulla, faranno un grande match Ma Spalletti vuole regalare ai tifosi la gioia più grande...»
Classico attaccante d'area di rigore, forte di testa, a cavallo degli anni '90 Aldo Serena fu uno dei centravanti più validi del nostro calcio; nella sua personale bacheca vanta quattro scudetti, portati a casa con tre squadre diverse (Inter, Milan e Juventus), con il gustoso contorno di 88 centri nella massima serie. Adesso con la sua competenza impreziosisce i programmi sportivi delle reti Mediaset, personaggio ideale per analizzare l'ennesima edizione del derby d'Italia.
Lei da doppio ex ha giocato tante edizioni di questo match, che ricordi ha ?
«Ho disputato tante edizioni di questa partita, prevalentemente con la maglia dell'Inter; i ricordi più belli sono in nerazzurro, con i milanesi ho infilato quattro reti alla Vecchia Signora. Quello che mi è rimasto più dentro fa riferimento all'1-1 nel campionato 88/89; un gol, di testa – la specialità della casa – che ci convinse di poter conquistare il titolo, come poi puntualmente avvenne. In generale, però, erano sempre partite bellissime, ed attesissime dai tifosi, per una rivalità che parte da lontano, dal quel 10 giugno 1961 quando l'Inter per protesta contro una decisione federale decise di schierare la formazione Primavera, incassandone 9».
Tornando all'oggi, che pensa del campionato delle due squadre ?
«L'eliminazione dalla Champions ha sì rappresentato una grande delusione, ma conquistare lo scudetto non è mai facile, figuriamoci coglierne otto di fila. Il fatto di aver centrato l'ennesimo bersaglio rende la stagione positiva, anche se non esaltante. Diverso il ragionamento per quanto riguarda l'Inter: i nerazzurri erano partiti per rimanere in scia della Vecchia Signora, l'idea era di arrivare a primavera sempre in lizza per il titolo. Così poi non è stato, complici anche le turbolenze dello spogliatoi: penso che l'Inter abbia reso meno, molto meno, delle proprie potenzialità. La qualificazione alla Champions rappresenta il minimo indispensabile».
Da ex grande attaccante un giudizio su CR7 e Icardi «L'asso portoghese ha portato a Torino grande entusiasmo e professionalità, regalando prestazioni straordinarie, anche nelle due sfide con l'Ajax. Poi si può discutere sulla bontà dell'investimento, ma sul profilo tecnico è stato formidabile. Per quanto riguarda Icardi, da capitano avrebbe dovuto dare l'esempio, invece a dicembre ha alterato i rapporti nello spogliatoio, mettendosi in contrasto con Spalletti, problematiche che ancora non si sono risolte del tutto, non è un caso che contro la Juve partirà titolare Lautaro Martinez».
Che partita dobbiamo aspettarci a San Siro?
«La Juventus ha ormai vinto lo scudetto ed arriva a Milano con la mente libera, senza pressione alcuna e vorrà fare una grande partita contro la rivale più acerrima. L'Inter ha bisogno di fare risultato per consolidare il terzo posto e regalare la gioia più grande ai propri tifosi. Prevedo che sarà la Juve a fare la partita, ed i nerazzurri dovranno essere bravi a rintuzzarne le avanzate per poi far male con i suoi punti di forza, Perisic su tutti».
Come finisce, e quali i possibili protagonisti?
«Di sicuro sarà una bellissima partita, vista la qualità delle due squadre, dal pronostico a dir poco incerto; molto dipenderà dalla giornata dell'Inter, una squadra davvero imprevedibile. In due parole una partita senza pronostico. Per quanto riguarda i protagonisti, in casa Juve sarebbe facile dire Cristiano Ronaldo, ed allora faccio il nome di Bernardeschi, in questa stagione cresciuto in maniera esponenziale. Tra i nerazzurri voto per Perisic, a patto che ripeta la splendida prestazione offerta contro la Roma». —
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