Sicurezza
Fiorentina: diario di un fallimento. Tifosi viola in rivolta: Chiesa non può restare
L’eliminazione di Bergamo apre il processo alla proprietà: «Ci spieghino le loro intenzioni». Federico, futuro altrove
Per la terza stagione di fila la Fiorentina sarà fuori dall'Europa: perdendo la semifinale di ritorno di Coppa Italia contro l'Atalanta la squadra viola ha fallito l'ultima occasione che le era rimasta per sperare in un ritorno nelle coppe internazionali dopo essere scivolata in campionato a metà classifica, raggiunta a quota 40 punti dal Cagliari (in vantaggio negli scontri diretti) e tallonata dal Sassuolo prossimo avversario e dalla Spal, distanti apena due punti.
Insomma, una stagione fallimentare per il club dei Della Valle, l'ennesima negli ultimi anni, contrassegnata pure da un passivo nel bilancio 2018 di quasi 16 milioni di euro (mentre l'Atalanta, tanto per dire, veleggia con i conti in attivo oltreché con una classifica e obiettivi da squadra con licenza di sognare). Una stagione che peraltro dal punto di vista tecnico si è già conclusa per i viola nonostante al termine del campionato manchino ancora ben cinque partite che a questo punto dovranno servire a capire su quali giocatori puntare e a quali rinunciare.
Ormai Pezzella e compagni non hanno più obiettivi se non giocare per l'orgoglio e per onorare la maglia e una tifoseria sempre più comprensibilmente delusa e arrabbiata (specie nei confronti della proprietà e della dirigenza) e che malgrado ciò ha seguito in massa giovedì a Bergamo la propria squadra sperando in un'impresa. Invece il digiuno di vittorie continua ad aumentare, sono passati ormai 70 giorni dall'ultima in campionato (17 febbraio, 4-1 in casa della Spal) e addirittura più di 4 mesi dall'ultimo successo ottenuto in A al Franchi (16 dicembre 2018, 3-1 contro l'Empoli).
E nelle ultime quattro gare, Coppa Italia compresa, ha perso ben tre volte (con il Frosinone in casa, la Juve e l'Atalanta fuori) e pareggiato 0-0 sul proprio campo col Bologna. Una media da retrocessione che certifica i molti errori fatti da questa società - votata ormai da tempo alla politica restrittiva dell'autofinanziamento - sia sul mercato (partendo da Pjaca. Il futuro? Al momento è difficile anche solo ipotizzare che un giocatore ambitissimo come Federico Chiesa possa rimanere in una società e in una squadra di tale sconcertante mediocrità.
Intanto anche i tifosi non nascondono il loro malumore. «Siamo di fronte a un totale fallimento sportivo - si legge in una nota - da tre anni navighiamo tra l’ottavo e il dodicesimo posto. Pretendiamo una presa di posizione della società, che spieghi come intende rifondare il comparto tecnico-sportivo». —
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