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Allegri da record, il “Maxismo” in 13 punti: «Semplicità, deleghe e...cazzeggio costruttivo»

Giorgio Billeri
Allegri da record, il “Maxismo” in 13 punti: «Semplicità, deleghe e...cazzeggio costruttivo»

L’uomo dei record in casa Juventus ha scritto un libro per spiegare il suo calcio. «Il mio modo di vivere lo sport, gioco le partite nella mia mente. Io aziendalista? Certo»

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«Sono delle massime che servono a sviluppare diverse linee di pensiero. Sono concetti base, perché il mio insegnamento non può prescindere dalla loro applicazione. Il mio modo di vivere calcio e sport si raggiunge in 32 regole. Le mie».

Massimiliano Allegri, per raccontare il suo,modo di concepire, vivere e interpretare il calcio, ha voluto scrivere un libro dal titolo che è tutto un programma;: «E’ molto semplice». Dedicato a chi, soloni della critica o colleghi eccessivamente legati a un credo tattico tanto da farne un’ossessione, alla semplicità del gioco più bello del mondo non credono.

Sarà anche semplice, il calcio, ma per renderlo tale devi avere doti uniche: quelle di stratega, di lettore di partite, di gestore di uomini (e non uomini qualsiasi, ma campioni leggendari), persino di interfaccia tra squadra e club: un manager a tutto tondo, insomma. Quello che colpisce di Massimiliano Allegri non è tanto (si fa per dire) avere vinto cinque scudetti di fila o aver raggiunto due finali di Champions, ma la sua crescita come tecnico e punto di riferimento di un mondo non semplice come quello juventino. E in questo libro-guida ha fissato quelli che sono i suoi precetti. Ne abbiamo scelti 13.

1. LA SEMPLICITÀ

“FAI L’OPPOSTO DEGLI AVVERSARI”

«Il calcio è semplice: devi fare l'opposto di quello che fanno gli avversari» . Allegri non è mai stato un’alchimista, nè un Sacchi nè un Guardiola. Ma ha sempre letto le partite prevenendo e neuralizzando le mosse altrui. «La semplicità è la cosa più difficile. Più scendi di categoria, meno i giocatori passano la palla, perché vogliono dimostrare quanto sono bravi».

2. IO E I GIOVANI

«LASCIAMOLI ESPRIMERE IN LIBERTÀ»

Sbaglia chi accusa il tecnico livornese di affidarsi all’usato sicuro, senza lanciare i giovani. Bernardeschi e Kean sono gli ultimi esempi. Scrive Max nel libro:
«Voglio giocatori pensanti e non polli d’allevamento». E ancora: «Se vuoi sviluppare il talento, lascia esprimere i giovani in libertà».

3. LA FIDUCIA

«AUTENTICITÀ E UN PIZZICO DI EMPATIA»

Dare fiducia, delegare, si tratti dello staff o dei giocatori. La Juve, non a caso, ha diversi allenatori in campo.
«Autenticità, direzione e un pizzico di empatia. Ecco gli ingredienti perfetti per guadagnarsi la fiducia dei giocatori». «Se ci avessero insegnato di meno, avremmo imparato di più».

4. L’ISTINTO

«LASCIATI GUIDARE, NON SOTTO STRESS»

Senza istinto, non c’è calcio. D’accordo i precetti tattici, ma la creatività del singolo per Allegri è fondamentale. «Lasciati guidare dalle tue sensazioni... ma non quando sei sotto stress». "Il momento per vincere alla roulette è breve. Se non lo cogli, la sconfitta è quasi certa», le sue parole.

5. CAZZEGGIO CREATIVO

«PER AUMENTARE LE PRESTAZIONI»

Non è un brutto termine come sembra: cazzeggio nel senso di leggerezza, di capacità di sdrammatizzare i momenti più complicati di una stagione: di troppa serietà si può anche morire, nel calcio. Ecco perchè allegri sostiene: «Se vuoi innalzare i picchi di prestazione, usa il cazzeggio creativo», oppure «L'importanza di dire soltanto tre cose semplici ai giocatori».

6. L’EQUILIBRIO

«LA VITA E IL CALCIO SONO SIMILI»

Nella vita come nel lavoro, Allegri è un personaggio abbastanza lineare. Sa sorridere, come molti livornesi ha la battuta corrosiva, ma senza mai perdere l’equilibrio e la padronanza dello spogliatoio bianconero.
«La vita e il calcio sono simili: è tutta una questione di equilibrio».
«Dai sempre al giocatore quello che gli serve, non ciò che vuole».

7. AUTORITA’

«È PIÙ IMPORTANTE ESSERE AUTOREVOLI»

Autorevoli o autoritari? È uno dei dilemmi chde assillano storicamente gli allenatori. Troppo bastone fa male, troppa carota rischia di viziare il giocatore fino a farlo uscire dalla logica del lavoro collettivo.
«Essere autorevoli, non autoritari», è una delle massime-base del lavoro allegriano. Che però aggiunge:
«Gli attori principali sono sempre i giocatori».

8. NON COMPIACERE

«ABBASSA LA CHANCES DI VINCERE»

Compiacere significa dare al calciatore la gratificazione che al momento si aspetta, il contentino insomma. Nella filosofia di Max il precetto è chiaro: «Più alto è il livello di compiacenza, più è bassa la possibilità di vincere».
«Dai sempre al giocatore quello che gli serve, non ciò che vuole». Dunque, tenere sempre sulla corda, in una positiva tensione emotiva, è fondamentale.

9. L'AZIENDALISTA

«DA MANAGER COSTRUISCO UN TEAM»

In tanti, da anni, accusano Allegri di essere allenatore aziendalista, ovvero quasi sempre schiacciato sulle decisioni calate dall’alto. «Così da manager aziendalista costruisco un team vincente», afferma lui nel libro . E aggiunge, a proposito dell’importanza dello staff di cui si circonda. «Scegli sempre collaboratori migliori di te rispetto a ciò che puoi delegare». Apprezzamento non da poco.

10. IL BRAVO MANAGER

«PORTA SOLUZIONI, NON PROBLEMI»

L’allenatore moderno è sempre più manager a trecentosessanta gradi. In principio fu Alex Ferguson, poi molti ne hanno seguito l’esempio, interagendo sempre di più con il club e con le scelte.
Secondo Allegri «Il bravo manager è colui che porta soluzioni, non problemi», e, ancora «l’organizzazione (non solo tattica) deve essere al servizio della fantasia e dell'estro».

11. LA PARTITA NELLA MENTE

«GIOCALA, SE NON TI PIACE RIGIOCALA»

Giocare la partita che ti aspetta nella tua mente spesso è la chiave giusta per una strategia vincente. Max è uno che le partite le gioca, le vede, le rivede nelle lunghe giornate di vigilia. E rivela un segreto: «Per vincere, gioca la partita nella tua mente. Se non ti soddisfa, giocala di nuovo» .
«La squadra diventa responsabile quando sa accendere e spegnere l'interruttore». E tutto passa dalla “visione” nella mente.

12. CALCIO & PALLONE

«NON TUTTI POSSONO GIOCARE A CALCIO»

Il pallone è per tutti, il calcio è per pochi. Questa massima allegriana contiene il succo del suo credo calcistico: giocatori di calcio ce ne sono pochi, dove la qualità si sposa con l’intelligenza, la cura del proprio fisico, la serietà del lavoro.- Ecco perchè Max scrive «Tutti possono giocare a pallone. Non tutti possono giocare a calcio». Che è materia più semplice di quel che si creda: «Nel calcio o fai gol, o fai assist o corri».

13. UOMINI & CAVALLI

«OGNI TANTO VANNO MESSI AL PRATO»

Non poteva mancare il riferimento all’ippica, l’altra grande passione di Massimiliano, coltivata nella sua Livorno. «Gli atleti sono come cavalli da corsa. Ogni tanto vanno messi al prato», ovvero fatti respirare, dotati del tempo di pensare e recuperare energie. «Ci alleniamo per giocare nel modo in cui giochiamo», e ancora «L'emozione del campo dà energia, l’analisi razionale ti fa decidere».

 

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