Sicurezza
Corsa dell’Arno, torna domani la gara più antica d’Italia
La prima edizione si corse nel 1827, una manifestazione che resiste alla crisi del settore Favorito Menuhin di Botti, ma occhio a Jalapeno e Mixology
L’ippica italiana ha registrato negli ultimi anniun desolante e purtroppo inarrestabile declino. E di certo anche i continui, e talvolta scellerati ritocchi, al calendario nazionale non hanno giovato. L'unica prova che è sfuggita a questi brutali mutamenti è la Corsa dell'Arno, la contesa più importante dell'ippodromo fiorentino delle Cascine, che da sempre trova idonea collocazione il 25 aprile. Con i suoi 192 anni di età è la prova più antica dell'ippica italiana e nonostante le modifiche apportate alla preposizione (da un paio di anni è un Handicap Principale di fascia A) mantiene intatto il proprio fascino. La primissima edizione si disputò nel 1827 sul Campo del Quercione, a poche centinaia di metri da dove adesso sorge l'ippodromo. Nacque quasi per caso per volere di un gruppo di nobili inglesi. Il calcio, per esempio, è nato quasi sett'anni dopo visto che il primo torneo organizzato in quel di Treviso è datato 1896. Più recenti gli albori del tennis la cui Federazione è nata nel 1910, che è anche l'anno della disputa della prima partita ufficiale di rugby, che vide però sfidarsi due compagini straniere. Solo l'anno successivo scese in campo il primo team italiano della palla ovale. La giornata prenderà il via alle 15,10. Sette le corse in programma, tutte avvincenti e con un bel numero di partenti, che culmineranno proprio con la Corsa dell'Arno che è stata prescelta come corsa tris nazionale. La prova sembra davvero ben riuscita e propone un bel mix di qualità ed incertezza con tredici purosangue che si daranno battaglia sulla severa distanza dei 2200 metri. I favoriti sono quasi sempre i soggetti posti nelle parti alte della scala e così salta subito all'occhio la chance di Menuhin, un vero specialista del tracciato fiorentino: lo scorso anno l'allievo dei Botti riuscì ancora una volta a tagliare per primo il traguardo, macchiandosi però di deviazione ai danni di Pythius che fu promosso a tavolino. Sulla linea di Menuhin va tenuto in considerazione l'ospite romano Jalapeno, battuto dal rivale in data recente ma che potrà contare su un notevole vantaggio di peso. E poi proviamo a rischiare il nome del dormelliano Natoire, salito decisamente di tono durante l'inverno pisano e che potrà contare sulla sempre ispirata monta di Fabietto Branca, autore di mirabolante triplo nel convegno di "Pasquetta" a San Siro. Ovviamente la corsa non può passare solo tra questi tre: come non segnalare il positivo Mixology o l'altro alfiere del team Botti Frutireu oppure l'outsider Absolute Silence? Insomma l'incertezza, come spesso accade in queste contese, sembra regnare sovrana. —
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