Sicurezza
Sentenza Arsenal, l’Italcalcio non c’è più
Dopo la Juve anche il Napoli esce dalle Coppe: 20’ di furore azzurro, poi la punizione di Lacazette gela il San Paolo
NAPOLI. L’Italia scompare dai radar del calcio europeo. Dopo la Juve, il Napoli: sempre in casa, sempre subendo la partita, dando l’impressione di inferiorità rispetto agli avversari. Non un bel segnale per il nostro calcio, che faticosamente cerca di risalire la corrente dopo anni oscuri. Le speranze di remuntada della squadra di Ancelotti sono durate lo spazio di 20’, con un paio di occasioni e un gol ingiustamente annullato a Milik : poi l’Arsenal ha sfruttato da grande squadra la prima, vera chance, sotto forma di un calcio di punizione dal limite che ha sorvolato la barriera come un arcobaleno infilando il pietrificato Meret. Addio Europa, addio speranze e per un’ora è stata una lenta e inevitabile discesa verso l’eliminazione, che tecnicamente ci sta tutta sommando le due partite. Carletto ha provato a incartare tatticamente Emery senza riuscirci: i tre difensori centrali dovevano tamponare gli inserimenti inglesi e allo stesso tempo fungere la trampolino di lancio verso un centrocampo che non è mai decollato, lento e impreciso. La coppia Insigne-Milik qualcosa ha fatto, ma non è stato sufficiente. E così il calcio italiano deve assistere tristemente dal divano alle sorti delle due maggiori competizioni continentali.
Napoli nervoso, falloso, schiacciato. Fino al 16’ quando un recupero con successiva cavalcata di Koulibaly innesca un contropiede che Callejon conclude però sui piedi di Cech. Al 24’ il popolo del San Paolo maledice l’assenza del Var, quando Milik scucchiaia in porta l’assist di Insigne: le immagini lasciano tantissimi dubbi, l’assistente però dice di no. il polacco si muove alle spalle della linea difensiva di Emery, non irreprensibile, e al 29’ ha sulla testa una palla assai ghiotta su cross di Zielinski ma la manda lontano dai pali di Cech. Al 35’ si scrive la sentenza: punizione dal limite che Lacazette incastra nell’angolo alto: game over. La gente di Napoli non smette mai di sostenere i suoi, ma crederci è difficile. Nemmeno la mossa di Mertens insieme a Milik e Insigne porta la scossa, anche se qualche buona occasione il Napoli la costruisce mentre l’Arsenal si mangia il raddoppio con Aubameyang. Finisce male, soprattutto per i quarantamila di Fuorigrotta: loro, davvero, non se lo meritavano. —
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