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Rivoluzione Ajax, re CR7 abbandona il palazzo

Giorgio Billeri
Rivoluzione Ajax, re CR7 abbandona il palazzo

Finisce nel peggiore dei modi il sogno della Juve: dominio dei ragazzini olandesi, Ronaldo brilla ma abbandona il suo regno

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La differenza tra una stagione trionfale e un fallimento la scrivono i ragazzini terribili dell’Ajax, squadra già matura per portarsela a casa, questa coppa. Già: il sogno della Champions svanisce e sarà difficile per la Juventus salvare questa annata con l’ottavo titolo di seguito. Perché i 110 milioni spesi per Cristiano Ronaldo non servivano per primeggiare in Italia, ma per alzare la coppa dalle grandi orecchie. Ancora una volta, invece, l’Europa che conta respinge la Juve e lo stesso CR7, dopo tanti trionfi, deve abdicare.

Serata amarissima, ma esito che più esatto non si può. L’Ajax gioca con la stessa sfrontatezza nella casa di Cruijiff e lontano da essa: ha uno spartito che interpreta con la freschezza atletica dei suoi ragazzi e con schemi liquidi, sfuggenti, incontrollabili. La Juve ci ha messo quel che aveva: esperienza, solidità, ma in campo si è vista la differenza di velocità, di pensiero e di esecuzione. L’ennesimo acuto dell’Imperatore sembrava aver messo ancora una volta le cose a posto, ma come un sottile veleno l’Ajax si è insinuato sotto la pelle della Signora: il pareggio lampo, poi un cedimento progressivo, strutturale, ineluttabile. De Ligt ha messo il punto esclamativo, trasformando la speranza in una disillusione che potrà avere adesso, chissà, degli effetti a catena sul mondo-Juve.

E pensare che era iniziata nel modo pianificato da Allegri. La Juve si copre bene, lascia de Jong lontano da zone cruciali e cerca di fare male in ripartenza: Dybala dal limite trova la coordinazione mancina, Onana fa in tempo a disinnescarla. Il bello e il brutto dell’Ajax: tanto bello quanto ingenuo. Al 28’ su azione di calcio d’angolo de Liggt e Veltman si ostacolano e Ronaldo, tutto solo, non può esimersi dallo schiacciare in porta il gol numero 42 nelle gare di Champions ad eliminazione diretta. Passano 7 minuti e su conclusione sporca di Ziyech, van de Beek controlla e batte Sczesny. Dybala, acciaccato, alza bandiera bianca nell’intervallo e Allegri anticipa la mossa Kean ma la Juve tramonta piano piano: al 52’ potrebbe già compiersi il destino, con una terribile ripartenza olandese e Ziyech che si trova il match ball sul mancino, miracolo di Szczesny. Segnali preoccupanti per la Signora: ancora van de Beek chiude una tambureggiante azione con un destro a girare che Szczesny alza in angolo. Con Ronaldo e Kean la Juve prova ad aggredire gli spazi: al 61’ assist del portoghese, il ragazzino sballa la conclusione. La sentenza arriva al 67’ su azione di calcio d’angolo: de Ligt salta in testa a Bonucci e la schiaccia nell’angolo. Il resto è una lenta agonia verso quello che somiglia tanto a un fallimento. —

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