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GOLF: L’IMPRESA 

Eye of the Tiger: Woods è tornato, l’uomo che unisce Obama e Trump

Tiger Woods con la giacca verde del Masters, la quinta in carriera
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Tiger Woods con la giacca verde del Masters, la quinta in carriera

La vittoria nel Masters vista dalla stampa Usa: «Il più grande ritorno dopo Alì». Per Lebron James «un’ispirazione», Serena Williams in lacrime. «Il più grande»

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NEW YORK. «Il più grande ritorno dai tempi di Muhammad Ali». Il mondo celebra il quinto trionfo Masters di Tiger Woods, che, nell'ottantatreesima edizione del più prestigioso major del golf, ha reso possibile l'impossibile. Da Donald Trump a Barack Obama, da LeBron James a Stephen Curry, passando per Serena Williams, le star americane omaggiano il golfista californiano che scala la classifica e punta a tornare il numero uno. Ma non c'è solo il ranking, perché l'impresa di Augusta ha scatenato nuovamente la Tiger-mania. Per il presidente degli Stati Uniti il fuoriclasse californiano è «un vero grande campione». E su questo concorda anche l'ex inquilino della Casa Bianca, Obama, rappresenta una «testimonianza di eccellenza, grinta e determinazione».

Il «Prescelto» LeBron, stella approdata questa stagione ai Los Angeles Lakers, definisce l'ex numero uno al mondo del green come «fonte d'ispirazione». Serena Williams è scoppiata in lacrime dopo l'affermazione di Woods, «grande come nessun altro». Mentre un'altra star della NBA, Curry, sottolinea l'exploit di Woods come «una delle più grandi rimonte della storia dello sport». Esattamente la stessa opinione della stampa internazionale. Con il britannico Daily Telegraph che in prima pagina ha incoronato il campionissimo Usa, parlando del «più grande ritorno dai tempi di Ali».

Woods come Cassius Clay, il pugile-mito diventato icona dentro e fuori dal ring. E che con le sue battaglie ha coinvolto politica, religione e lotta sociale. Un pò come Tiger, il primo giocatore di colore e il più giovane nella storia a vincere il Masters nel 1997. «Il ritorno del re» scrive invece The Guardian, «The walking miracle», è l'apertura del Times. «Trionfo per Tiger» il pensiero di Usa Today. Con il New York Times che ha parlato di «una delle imprese più importanti nella storia dello sport». Dalla Spagna all'Irlanda fino a Scozia e in Germania, l'ultimo capolavoro di Woods ha fatto parlare tutto il mondo.

Quella di Woods è una storia di grandi ritorni, come spesso lo sport è riuscito a raccontare. Di campioni senza tempo come Roger Federer, che tra lunghe pause e ipotesi di addio, è riuscito a riprendersi nel tempo Slam e primato. Ventidue anni dopo la prima volta, quando era solo un ragazzo prodigio, Woods è tornato a vincere il Masters. Ancora nel teatro dei sogni del green e dopo aver pensato anche di smettere. È caduto e s'è rialzato, Tiger. Anni fatti di trionfi e di scandali. E di infortuni, con le operazioni alla schiena che prima lo hanno messo al tappeto e poi si sono trasformate in uno stimolo a tornare più forte che mai.

La crisi coniugale che portò al divorzio, le notizie sui ripetuti tradimenti e le scuse pubbliche. Quindi il ricovero per la sesso-dipendenza. La rinascita, il nuovo crollo, l'arresto per guida in stato di ebbrezza e l'abuso di farmaci. Ma Tiger non ha mai mollato. E ora punta a polverizzare ogni record. Cinque le «Green Jacket» in carriera contro le sei di Jack Nicklaus. Quindici i Major nel palmares del californiano contro i diciotto sempre dell' «Orso d'oro del golf», Nicklaus. —.

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