Sicurezza
Tutto rema contro, eppure c’è ancora il margine per centrare l’impresa
il commento
Serve un’impresa, all’Empoli. Questa sera, a Bergamo, ma non solo. Già, perché questo, diciamocelo pure, è un momentaccio. Uno di quelli in cui tutto sembra andarti contro. Anzi, ti va contro davvero.
Perché laggiù, nei bassifondi, ora corrono tutte. O almeno camminano. Perché una strana congiunzione astrale, poi, porta la Juventus ad andare a giocarsela a Ferrara con una squadra che forse sarebbe buona per sostituire l’Under 23 di casa ma non certo per opporsi alla voglia di chi lotta per mantenersi il posto al tavolo dei grandi.
Si discute e si discuterà a lungo sulle scelte di Allegri fra chi lo accusa (Mihajlovic), chi lo difende (Tudor) e chi se la scava con qualche battuta (Corsi e Andreazzoli) cercando di guardare oltre. Ecco, questo è sicuramente giusto: bisogna guardare oltre. Perché in palio ci sono ancora i punti che all’Empoli possono bastare per arrivare a un traguardo che oggi sembra oggettivamente lontano. Lontano, sì, ma non irraggiungibile. E allora provarci è un obbligo. Assoluto.
A partire da questa sera. Tutto lascia pensare a una partita talmente difficile da sembrare segnata. Eppure gli azzurri devono trovare la forza di andare a giocarsela. I punti che mancano possono essere nascosti ovunque, anche nei posti più impensati. Eppoi, siamo onesti, almeno per ora la truppa di Andreazzoli non sembra una squadra morta, rassegnata. La qualità del gioco espresso dal giorno del ritorno di nonno Aurelio dice che c’è ancora battito, vita.
È il momento, però, di fare quello che finora non è riuscito in tanti mesi. Ovvero evitare gli errori, le stupidaggini che finora sono costati tante partite e tanti punti. È chiaro che dirlo a metà aprile significa che ci sono dei limiti congeniti. Ma proprio lo sport insegna che i limiti ci sono proprio per essere superati. D’altra parte non serve una rivoluzione (o forse sì, servirebbe, ma ora non c’è tempo e modo di farla...), ma un atteggiamento rivisto e corretto. E, proprio questa settimana, una piccola lezione è arrivata. C’è ancora la Juve di mezzo, ma l’esempio è l’Ajax. Cioè quella banda di giovani talenti che sta mettendo talmente paura ai bianconeri da spingerli verso la figuraccia di Ferrara.
È una squadra piena di qualità e freschezza, quella olandese. Che crea calcio ma che pure corre e pressa a mille all’ora. Mica facile essere l’Ajax, si potrebbe pensare, e tutto sommato è vero. Non è facile ma bisogna farlo. Da subito, da stasera. Perché la ricerca del gioco non basta, evidentemente. Bisogna metterci anche altro. E farlo in fretta. —
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