Gioco
Koulibaly, due gol contro il razzismo. La Juve dei giovanotti non ci piace
L’impresa di Gilbert, 37 anni, alla massacrante Parigi-Roubaix di ciclismo. Il golfista Francesco Molinari fa sognare contro Tiger Woods, poi chiude quinto. Da 1 a 10 ecco i voti al weekendsportivo
10. KOULIBALY (Napoli)
Lui, sì, proprio lui, quello che più volte è stato fatto vergognosamente bersaglio del razzismo negli stadi. Lui, sì, proprio lui, quello che gli dicono tonnellate di insulti e cattiverie per il colore della sua pelle. L’ultima volta è successo qualche giorno fa con l’Arsenal in Europa League. Lui, sì, proprio lui, che i gol dovrebbe impedirli agli avversari, e invece ha incartato una doppietta decisiva per la vittoria del Napoli. Koulibaly. Lui, sì, proprio lui.
9. VALENTINO ROSSI (MotoGp)
Quando Marquez è andato giù di capitombolo, accertato che lo spagnolo non si era fatto male, dai divani italiani si è levato un grido di giubilo. Valentino, approfittando della circostanza, era al comando! La vittoria sembrava a portata di mano. All’inseguimento c’era la Suzuki di Rins, che non sembrava in grado di domare i bollenti spiriti di Rossi. Invece... Sorpasso a 5 giri dalla fine. Ma è così forte questo Rins? Peccato, avevamo già il titolo pronto: «Buonasera Dottore».
8. PHILIPPE GILBERT (Ciclista Belga)
Philippe Gilbert, Philippe Gilbert... chi è costui? Allora, apprendiamo che è un corridore belga e che ieri ha vinto la Parigi-Roubaix alla non tenerissima età di 37 anni. Tenendo conto del fatto che quella non è una corsa in bicicletta bensì un massacro legalizzato, e valutando correttamente i dati anagrafici del trionfatore, la sentenza è inevitabile: questo Gilbert ha compiuto un’impresa, facendo mangiare la polvere a tanti giovincelli.
7. MARCO GIAMPAOLO (Sampdoria)
Non solo allenatore, anche sciamano incantatore dei derby. Marco Giampaolo, mister della Sampdoria, ha giocato 6 stracittadine con il Genoa senza mai perdere: quattro vittorie (l’ultima ieri) e due pareggi. Una pagina che sotto la Lanterna considerano storica. Come storici sono i 22 timbri in campionato del grande Quagliarella, ospite frequente del nostro pagellone e che quindi, stavolta, ci limitiamo a citare di sfuggita. Ma che giocatore...
6. FRANCESCO MOLINARI (Golfista)
Premesso che di golf non ne capisco una mazza (nonostante che per anni abbia avuto come vicino di scrivania un collega, Stefano Bartoli, “malato” di questo sport), devo dire che ieri mi sono entusiasmato per le performance di Francesco Molinari al torneo più prestigioso del mondo. Ad un certo punto sembrava che Molinari potesse vincere, battendo nientepopodimenoche il leggendario Tiger Woods. Invece nel finale il nostro alfiere è crollato al quinto posto. Ok, bravo lo stesso.
5. VINCENZO MONTELLA (Fiorentina)
Debutto non indimenticabile per Montella sulla panchina della Fiorentina. Lo scorbutico Mihajlovic gli impone il nulla di fatto. Entrambi buoni allenatori, per carità, ma a mio avviso hanno dato il meglio come giocatori (tanti anni fa li avevo nel Fantacalcio, e me lo hanno fatto vincere tre volte a suon di gol). Auguri a Vincenzino-Aeroplanino, il quale però deve avere ben presente che spesso i cavalli di ritorno non funzionano. Vorrebbero galoppare, ma non hanno la gamba giusta.
4. BAKAYOKO E KESSIE (Milan)
Ora ci manca anche che alla fine delle partite si esibiscano le magliette degli avversari sconfitti come trofei da offrire in pasto ai tifosi, e siamo veramente a posto. I milanisti Bakayoko e Kessie lo hanno fatto sabato sera con la casacca del laziale Acerbi, e il gesto ha avuto tutta l’aria dello scherno. Davvero deprecabile. Il Milan però sostiene, nella memoria difensiva, che non si è trattato di un atteggiamento antisportivo. Diamo il beneficio del dubbio, per quanto flebile.
3. SEBASTIAN VETTEL (Ferrari)
Dalla Cina con un brodino. Vettel deve accontentarsi del terzo posto dietro alle straripanti Mercedes di Hamilton e Bottas. Dice il tedesco: «Buon podio, ma dobbiamo lavorare tanto». Bah. Se piove di quel che tuona, i tifosi della Ferrari trascorreranno un’altra stagione a trangugiare calici di veleno, mentre le Mercedes vivranno un’intensa scampagnata fuori porta vincendo l’ennesimo Mondiale a mani basse. Insomma, niente di nuovo sotto i nuvoloni di Maranello.
2. CAIRO E MAZZARRI (Torino)
Ma perché non vi date una poderosa calmata? L’allenatore del Torino (Mazzarri) si è fatto cacciare dal campo per plateale contestazione all’arbitraggio (addirittura, pare che stesse uscendo volontariamente per protesta); il presidente granata (Cairo) ha pure lui inveito contro il fischietto della gara con il Cagliari (Irrati) ed ha accennato a un possibile complottone a favore del Milan. Vittimismo eccessivo. Assumere valeriana.
1. LA JUVENTUS (per la partita con la Spal)
Gozzi, Kastanos, Nicolussi, Mavididi. Chi sono? Ebbene, sono i giovanotti della Juve che, titolari o subentrati, hanno giocato sabato nella partita con la Spal, vinta dai ferraresi 2-1. Ora, con tutto il rispetto, va bene il turnover, va bene risparmiare le forze in vista della Champions con l’Ajax, ma nessuno nello staff bianconero ha pensato che con la formazione iper-rimaneggiata si poteva favorire troppo la Spal, entrando a gamba tesa nella lotta per la salvezza?
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