La protesta
I due milanisti e le “spoglie” di Acerbi: il peccato di aver…espresso un concetto
"Sono il più forte". Lo dicevano gli angeli dai capelli lunghi, l’Olanda di Crujiff che abbagliò i nostri anni Settanta. Lo ripeteva, come in trance, Mohamed Alì a favore di telecamera. Lo sillabavano i cowboy del tennis in bianco e nero, Ilie Nastase e Jimmy Connors. Lo pensava sommessamente Fausto Coppi, e magari in privato lo diceva anche in faccia al rivale Coppi. Lo diceva Moser a Saronni, Benvenuti a Griffith.
Eppure, quando il concetto osa esprimerlo Francesco Acerbi da Vizzolo Predabissi, 31 anni, onestissimo centrale navigato tra Sassuolo e Lazio, si aprono le cateratte del cielo. I social esplodono per giorni e giorni di insulti, contumelie, offese personali verso un giocatore che, peraltro, ha avuto la forza e il coraggio di riemergere da una gravissima malattia, uno che dovrebbe essere un esempio per tanti. E che invece, solo per aver osato affermare che "a livello individuale la Lazio è più forte del Milan" ha vissuto un fine settimana da reietto: sconfitto, e questo ci sta, e dileggiato, e questo non ci sta.
Il gesto di Bakayoko e Kessie, anche fosse una semplice goliardata, ricorda (con le dovute proporzioni, ricordiamoci che è sempre sport), l’esibizione dell’armatura del nemico ormai esanime al suolo: guardate, o popolo, ecco le vestigia dello sconfitto che ha osato sfidarci. Poco prima Acerbi aveva scambiato la maglia proprio con Kessie che l’ha rivolta verso la curva dei tifosi rossoneri. Uno scherno, una presa in giro che non solo ha fatto male al diretto interessato (quello che aveva avuto il “coraggio” di ritenersi più forte dell’avversario), ma più in generale al fair play. Con una notazione in più: nel calcio, nello sport di oggi ci si risponde su Twitter, con una foto su Instagram, con un post su Facebook. I calciatori comunicano banalità troppo fasulle per essere vere: nessuno dice mai davvero quello che pensa, soffocati da uffici stampa implacabili come Gentile su Maradona. Finalmente uno di loro, Francesco Acerbi, è riuscito ad articolare un pensiero del tutto personale, ma diverso: "Siamo più forti di loro". Roba semplice, mica la fissione dell’atomo: eppure il calcio di oggi, quello di Twitter, non tollera nemmeno questo. Ed ecco che Acerbi l’ha pagata: con le sue spoglie mostrate alla folla.
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