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Premier, allarme razzismo Offese a Salah e Koulibaly «Bombarolo» e «negro»

Premier, allarme razzismo Offese a Salah e Koulibaly «Bombarolo» e «negro»

Nel mirino alcuni tifosi di Chelsea e Arsenal inchiodati dai video C’è chi propone anche di chiudere Stanford Bridge per una stagione 

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IL CASO
Di fronte a nuovi episodi discriminatori, che confermano come la lotta al razzismo non sia stata ancora vinta neppure in Premier League, la reazione dei club coinvolti non si è fatta attendere, con punizioni esemplari per i propri tifosi razzisti. Due casi hanno scosso il calcio inglese nelle ultime 24 ore. Il primo ha avuto come involontario protagonista Mohamed Salah, insultato dai supporters del Chelsea prima della gara di Europa League contro lo Slavia Praga. Sei tifosi dei Blues si sono filmati in un pub della capitale ceca mentre cantavano «Salah is a bomber». Un gioco di parole per dare all'attaccante egiziano del Liverpool del «bombarolo», ovvero del terrorista jihadista, con evidente riferimento alla sua fede islamica. Il video è diventato subito virale in rete, attirando l'attenzione anche del Chelsea, che ha immediatamente punito gli autori del vergognoso siparietto: una volta identificati, i tre tifosi sono stati esclusi per sempre dallo Stanford Bridge. Ringraziando il Chelsea per la ferma censura, il Liverpool ha comunque voluto emettere un duro comunicato, denunciando l'allarmante livello di inciviltà che continua ad aleggiare sugli stadi inglesi, ma non solo. «Il video è pericoloso e inquietante - si legge - già in questa stagione abbiamo assistito ad abusi discriminatori all'interno di stadi in Inghilterra, in Europa e in tutto il mondo. Non c'è posto per questo tipo di comportamento nel calcio, non c'è posto tanto meno nella nostra società». E anche Jurgen Klopp, nella conferenza stampa che precede proprio la sfida con il Chelsea, ha stigmatizzato l'episodio: «Dobbiamo adoperarci perché questa gente riceva la giusta punizione, e non possa più entrare in uno stadio».

Altrettanto indignata la reazione dell'Arsenal nei confronti di un suo tifoso, reo - in un video - di aver definito «negro» il difensore del Napoli Kalidou Koulibaly. I Gunners hanno aperto un'indagine interna per risalire all'identità del tifoso, confermando il proprio approccio di tolleranza zero. «Chiunque si comporti così, sarà bandito dalle nostre partite», si legge nel comunicato emesso dall'Arsenal. Due episodi che ribadiscono non solo come il tema del razzismo resti d'attualità anche in Inghilterra. Ma anche che la soglia di attenzione, e di punizione, è altissima, con il mondo del calcio in prima fila per censurare e punire qualsiasi gesto e comportamento dettato dall'odio. Solo una settimana fa, in occasione della trasferta dell'Inghilterra in Montenegro, diversi nazionali di colore, da Raheem Sterling a Callum Hudson-Odoi fino a Danny Rose, erano stati derisi dagli ululati dei tifosi locali. Sterling aveva festeggiato il gol personale portandosi le mani alle orecchie, un gesto ripeto da Moise Kean dopo la rete al Cagliari. Ierii il tabloid più venduto, il Sun, ha pubblicato un editoriale puntando il dito soprattutto contro il Chelsea, i cui tifosi - più volte in passato - sono stati protagonisti di discriminazione razziale e antisemitismo. Se il Sun si spinge a suggerire la chiusura dello Stamford Bridge per favorire un ricambio generazionale tra i tifosi dei Blues, il Daily Mail - estendendo il problema a tutto il calcio inglese - rilancia l'ipotesi dell'interruzione delle partite. Un dibattito più che mai acceso e vibrante, da parte del sistema calcio inglese. —
 

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