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Una poltrona per due in mezzo alla retroguardia dell’Empoli

David Biuzzi
Una poltrona per due in mezzo alla retroguardia dell’Empoli

Rasmussen e Nikolaou i candidati per un posto da titolare contro l’Atalanta Il danese è fuori dai giri da un po’, il greco non ha ancora debuttato in Serie A

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EMPOLI. Una poltrona per due. No, non si tratta del film-capolavoro di John Landis del 1983, che torna puntuale sugli schermi ogni Natale, ma della situazione in casa Empoli, e più precisamente della difesa di casa Empoli, in vista della sfida di lunedì sera a Bergamo. Con Maietta fuori per squalifica e Silvestre per infortunio, infatti, le scelte di Andreazzoli si riducono all’osso. O meglio, al ballottaggio. Resta anche l’ipotesi del cambio di modulo, con il ritorno alla linea a 4, ma in questo momento sembra abbastanza remoto. E così, considerati anche il recupero di Dell’Orco e la conferma di Veseli, per mantenere il pacchetto con tre centrali restano due ipotesi: Jacob Rasmussen o Dimitrios Nikolaou.

il talento perduto

In vantaggio sembra esserci il primo, per almeno un paio di motivi. Il primo è che Andreazzoli già la conosce, e anche bene, avendolo avuto e lanciato nella prima gestione. È stata una delle sorprese della prima parte della stagione, Rasmussen, tanto da essere già acquistato dalla Fiorentina nello scorso mercato di gennaio. Da allora, è vero, di lui se ne sono perse un po’ le tracce. Tante panchine, con Iachini prima e con il ritorno di nonno Aurelio poi, e anche qualche problemino fisico accusato con l’Under 21 danese: una botta in testa che lo ha tenuto ai margini per una manciata di giorni. Proprio con Andreazzoli, però, aveva giocato anche come play davanti alla difesa (nella trasferta di Parma) e ora è un serio candidato per diventare il perno centrale della difesa che dovrà vedersela con Zapata, Ilicic, Gomez e tutto il resto di una banda, quella dell’Atalanta, che gira a mille.

il talento da scoprire

Nikolaou, invece, a gennaio è arrivato. Dall’Olimpiakos, con la formula del prestito con diritto di riscatto. Uno di quei giovani, classe 1998, che secondo i dirigenti azzurri poteva dare una mano subito e, soprattutto, offrire molto in prospettiva. anche lui gioca nell’Under 21 del suo paese e, in passato, ha messo piede anche in Champions League. E non solo per un semplice atto di presenza, visto che in casa del Barcellona segnò un gol e un autogol. In Italia è tutto da scoprire («sono venuto nella terra dei grandi difensori per imparare e crescere», disse nel giorno della presentazione) ma chi lo osserva in allenamento è pronto a garantire che non si tratta di uno sprovveduto. Proprio la poca dimestichezza con il massimo campionato ora lo fa sembrare in svantaggio, ma anche la sua resta una candidatura decisamente seria. Ieri, non a caso, Andreazzoli li sta alternando, lì nel mezzo alla difesa, nel corso delle prove tattiche degli allenamenti di questi giorni.

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