Sicurezza
Piombino, un punto d’indolenza, zero gioco Si avvicina l’abisso e sfumano i playout
PIOMBINO. Niente da fare. Scivola via in un misto di delusione e sconforto l’ennesimo scontro diretto che il Piombino fallisce in questa stagione. La partita casalinga con il Ponte Buggianese era l’ultima opportunità dei nerazzurri per sperare ancora nei playout. Una vittoria avrebbe permesso a Rocchiccioli e compagni di scavalcare i rivali, riducendo magari il distacco da Camaiore e Cenaia, in caso di risultati positivi dagli altri campi. E il bello è che sono pure arrivati. Il Camaiore ha perso nettamente a Fucecchio, mentre il Cenaia ha raccolto soltanto un pareggio con il Montignoso. Al Piombino sarebbe bastato vincere per riportare sotto il consentito la forbice stabilita dalla Figc. Sarebbe bastato, ma non è successo. Il Ponte è arrivato al Magona intenzionato a difendere la posizione e, ha puntato al pareggio. Il problema è stato il Piombino. Da questi ragazzi, ieri pomeriggio, ci si aspettava la bava alla bocca, la rabbia e la voglia di chi ha solo un risultato e vuole ottenerlo a ogni costo. Un po’ meglio il primo tempo, dove almeno si è vista una certa vivacità. Male la ripresa, con lanci lunghi senza senso e zero gioco. E’ il Ponte a rendersi pericoloso al 9’ con Murgia che, servito da Nardi, calcia un diagonale che esce di poco. Al 18’ Tommaso Rocchiccioli anticipa Nardi, porta avanti il pallone e tira dai 35 metri. La traiettoria è velenosa ma Kolaj fa buona guardia. Un minuto più tardi, punizione dalla tre quarti di Bigazzi, spizza di testa Braschi, ma il pallone finisce fuori. La ripresa si apre sotto l’insegna dell’indolenza. Il Piombino dovrebbe mordere l’erba (poca) del Magona e invece passeggia in mezzo al campo, affidandosi a lanci inconcludenti. Al 15’ l’opportunità è per Bigazzi che, dai 28 metri, calcia una buona punizione che, deviata, finisce in angolo. Al 19’ ancora Bigazzi in evidenza, ma il suo tiro dal limite è preda di Kolaj. Al 28’ errore in difesa di Kevyn che si lascia portar via il pallone da Nardi; palla in mezzo per Baronti che, però, cicca clamorosamente da due passi dalla porta del Piombino. —.
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