Sicurezza
Moretti fa il miracolo: l’OriOra Pistoia torna a sorridere
Esordio col botto per il nuovo coach arrivato in panchina solo martedì scorso. I biancorossi hanno sbancato il PalaDozza per 67-78 contro la Virtus Bologna
PISTOIA. BAveva detto di non voler fare nessuna rivoluzione, ed in effetti la sua OriOra è sembrata reduce da una vera e propria trasformazione. E' sembrata un’altra squadra, non solo perché Paolo Moretti tornando in serie A dopo due anni e sulla (bollente) panchina pistoiese dopo 4, ha fatto bingo al primo tentativo. Riportando Pistoia alla vittoria sul campo dopo 10 turni, ritrovando il guizzo esterno dopo più di 4 mesi (a Reggio Emilia il 24 novembre scorso) con un colpaccio di pregevole fattura nel tempio di Basket City.
Tra l'altro il primo della storia di Pistoia al Madison di Piazza Azzarita, schiaffeggiando la “sua” Virtus (forse con la testa ancora ai festeggiamenti per il ritorno ad una final four europea), vincendo una gara in cui Pistoia era entrata in campo con una spada di Damocle sulla testa. Trasformando la pressione con cui questa squadra finora non aveva un buon rapporto, in adrenalina. Invece dal rischio gastrite dopo il successo di Torino su Varese all’ora di pranzo per il momentaneo -4 dalla zona salvezza, Pistoia è uscita con un cocktail vincente all’ora dell’aperitivo. Che con una difesa stile Fort Knox là dove finora c’erano spifferi da tutte le parti, la riconversione al basket di Krubally, le rotazioni allungate con criterio anche con il giovane Querci, mixate con il genio di Mitchell, hanno dato finalmente sapore al nuovo cocktail OriOra. Shekerato da Moretti che ha subito scosso la squadra, dando un senso allo spareggio di domenica prossima contro Torino. Una scossa tardiva? Lo vedremo, ma intanto al PalaDozza, Moretti ha scritto il primo capitolo di una “metamorfosi” degna di quella di Kafka. Una nuova veste indossata da subito, primo quarto dominato dai biancorossi.
In quintetto, come detto nel pre gara, Moretti rimette Auda in coppia con Krubally. Giocatore nell’occhio del ciclone, trasformato in simbolo della trasformazione morettiana (26 punti e 16 rimbalzi) che riaccende una flebile luce in fondo al tunnel. Djordjevic invece osa e paga un quintetto sperimentale con tutti i big in panchina, sbattendo sulla rinata identità difensiva di Pistoia che va subito 0- 4, poi 3- 9 e dopo 8' ha concesso solo 5 punti alla Segafredo. Nei 18 fatti da Pistoia c'è una distribuzione democratica, anch'essa una novità, lustrata dalle triple di Auda, Peak e Della Rosa. L'entrata dell'ItalVirtus, Aradori e Baldi Rossi, scuote Bologna ma la magia di Mitchell sulla prima sirena vale il +11 ospite (11- 22).
Stesso epilogo sulla sirena dell'intervallo, con la tripla del 33- 45. Vantaggio che sta pure stretto all'OriOra che perde per la strada molte occasioni offensive ma tiene in difesa dove l'unica vera spina è Kravic. Per Pistoia è un primo tempo da applausi, ma anche la ripresa nonostante sia meno spumeggiante lo sarà. Come lo saranno il terzo ed il quarto dimostrando che i biancorossi hanno saputo recepire al meglio la scossa del nuovo coach.
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