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«Farsa squadre B» La protesta di Pisa affossa il progetto

«Farsa squadre B» La protesta di Pisa affossa il progetto

L’esperimento non ha convinto nessuno e, come ha detto il presidente federale Gravina, dovrà essere abbandonato

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PISA. «Mai complici di questa farsa. No al calcio moderno». I tifosi del Pisa della Curva Nord "Maurizio Alberti", come annunciato nei giorni scorsi, sabato sono scesi in sciopero. Non contro il club, bensì contro quello che rappresentava l'avversario all’Arena Garibaldi, ovvero la Juventus U23.

«Le motivazioni sono le stesse della partita di andata, in cui adottammo la stessa decisione, e cioè che andando allo stadio, entrando come se nulla fosse, legittimeremmo questa invenzione dei padroni del calcio, invitandoli quasi a mandarci ai piani di sotto altre fantastiche invenzioni come Milan B, Inter B, o Fiorentina Under 18, o Sampdoria Over 40, o la Selezione Cantanti Tifosi della Roma. Noi siamo il Pisa, abbiamo giocato con la Juventus vera». Così scrivevano i gruppo organizzati.

Quello delle seconde squadre è stato uno dei nervi scoperti di questa incredibile stagione di serie C, dove è successo davvero di tutto. Un esperimento che non ha convinto nessuno. «Per come è stato frettolosamente concepito e introdotto dalla gestione commissariale, quello delle seconde squadre non è il mio progetto e lo chiuderò. Dobbiamo lavorare ad un sistema diverso, che premi davvero i giovani, innanzitutto abbassando il limite da 23 a 20 anni. Per com’è ora, serve solo a schierare giocatori in esubero». Così il presidente federale Gabriele Gravina nei giorni scorsi è tornato sul progetto Squadre B, recitando il de profundis di uno dei tanti lasciti negativi della stagione commissariale. Una bocciatura che era nell’aria visto che fin da quando era solamente presidente di Lega Pro, Gravina aveva osteggiato questa riforma se non nel merito quantomeno nei tempi. Del resto che questo progetto fosse nato morto era sotto gli occhi di tutti: una sola squadra al via (Juventus U23), problemi legati agli impianti (la stessa squadra bianconera è costretta a giocare ad Alessandria in mancanza di uno stadio adeguato) e alla digeribilità da parte dei tifosi. Le squadre B, vere o presunte, sono state definite dei cloni di plastica che mal di addicono a un campionato come quello di Serie C che deve essere il palcoscenico per le lotte di campanile e la valorizzazione delle piazze piccole, più o meno storiche che siano.

Vedremo cosa accadrà. Qualche altro club, come Milan e Roma, sta pensando a formare una seconda squadra da schierare nella terza serie, ma sembra che l’aria non sia quella giusta. Con ogni probabilità il presidente della Lega di C, Ghirelli, l’anno prossimo dichiarerà concluda questa esperienza. Un pasticciaccio all’italiana. —

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