Il Tirreno

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brutta figura al “franchi” 

Ciofani segna e mette la Fiorentina sulla graticola

Brunella Ciullini

Il Frosinone può sperare ancora, viola nel caos: la società prende 48 ore di riflessione, ma Pioli dovrebbe restare

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Altro che vittoria. Contro il Frosinone la Fiorentina subisce la terza sconfitta interna della stagione. È stata la più brutta prestazione da parte di tutti i giocatori, tolto Chiesa che pur non essendo ancora al top si è battuto fino all’ultimo e ha colpito pure un palo a metà ripresa (l’azione però era stata fermata per un fuorigioco).

In campionato Pezzella e compagni non vincono dal 17 febbraio, 4-1 contro la Spal a Ferrara; davanti al proprio pubblico addirittura dal 16 dicembre: 3-1 con l’Empoli. Quasi quattro mesi senza regalare la gioia dei tre punti ai propri tifosi. I quali, dopo la rete di Ciofani a 6’ dalla fine, hanno fatto esplodere la loro delusione e il loro malcontento. Soliti cori contro i Della Valle, e fischi anche contro la squadra, mentre al Frosinone sportivamente gli ultrà della Fiesole hanno dedicato applausi. Il patron Andrea Della Valle aveva lasciato lo stadio a metà ripresa, senza quindi assistere al tiro di Ciofani gettato nella mischia dal bravo tecnico fiorentino Baroni.

Eppure c’è ancora da provare a salvare la stagione, c’è una semifinale di Coppa Italia da giocare il 25 aprile con l’Atalanta, per questo è importante per i viola ritrovare punti e serenità. Lo sa bene Chiesa che non a caso prima di lasciare il campo visibilmente deluso si è rivolto alla curva Fiesole e ha chiesto scusa. «Non ci aspettavamo la sconfitta e una simile prestazione – ammette Pioli al termine del match – È stata una giornata no in tutti i sensi. Mi sento sicuramente deluso ma non tradito. Sono arrabbiato con me stesso perché non sono riuscito a cogliere segnali che forse c’erano, stavolta ci è mancato tutto. I fischi? Ci stanno tutti e sono meritati, la colpa è nostra, siamo i responsabili di questa brutta prova. Ora dobbiamo rimboccarci le maniche e dimostrare che questa non è la vera Fiorentina. Il futuro? Non è il momento di parlarne».

Certo se a Bergamo i viola giocassero come ieri – spenti, confusi, senza ardore né ordine, quasi mai incisivi nonostante – non ci sarebbe partita. Urge dunque un cambiamento di rotta anche se l’ambiente è sempre più teso come fa capire capitan Pezzella. «I fischi sono normali, i tifosi vogliono che la loro squadra vinca, noi non siamo stati in grado di accontentarli, ora la testa deve essere proiettata al lavoro. Dovevamo fare di più per vincere. La conquista della finale di Coppa Italia? Difficile pensarci dopo una prestazione come questa: serve un atteggiamento diverso sennò si fa dura». Pezzella, sollecitato al riguardo, non risparmia qualche frecciata al tecnico e alla dirigenza: «Se rischia di pesare la situazione sospesa di Pioli e il rapporto con la società? Il botta e risposta fra lui e la proprietà non ha fatto bene allo spogliatoio. Vero che quando non si vince si dice che il primo responsabile è l’allenatore, ma poi siamo noi giocatori a scendere in campo e il nostro obiettivo è cercare di fare bene».

Tensioni e caos che la proprietà e la dirigenza sembrano voler prendere in seria considerazione. Ieri sera la società viola ha infatti diffuso un comunicato in cui si annunciano 48 ore di riflessione «con l'obiettivo di analizzare con lucidità la situazione» in vista del finale di stagione. Da quanto trapelato non sarebbe però previsto un cambio di panchina, ma più probabilmente un ritiro anticipato in vista della gara di domenica prossima, ancora in casa, col Bologna. —

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