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Quei “muri” di pavé sogno di tutti i corridori Domani torna il fascino del Giro delle Fiandre

Stefano Fiori
Quei “muri” di pavé sogno di tutti i corridori Domani torna il fascino del Giro delle Fiandre

Ballerini e Bettiol i migliori fra i pochi italiani in gara. Van Avermaet è il favorito con Gilbert, ma Sagan può colpire

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Sono 103 le edizioni disputate del Giro delle Fiandre, una delle classiche più ambite da ogni ciclista. La prestigiosa “Ronde van Vlaanderen” è in programma domani, sulla distanza di 267 chilometri tra Anversa e Oudenaarde e se il meteo non dovesse essere favorevole, con i 17 “muri” da affrontare, tra i quali figurano i famigerati Grammont e Kwaremont, alla fine potrebbe diventare una gara ad eliminazione, riservata a ciclisti forti sul pavé e atleticamente molto potenti.

Un identikit che calza a pennello ai soliti noti delle classiche del Nord Europa: il belga e campione olimpico Greg Van Avermaet sul quale convergono molti pronostici, lo scanzonato ma efficace, tre volte iridato, Peter Sagan, alla ricerca dell’acuto perfetto dopo un inizio di stagione in cui le stecche sono state insolitamente numerose, lo stagionato belga Philippe Gilbert e l’altrettanto esperto lungagnone olandese Niki Terpstra, vincitore del Fiandre lo scorso anno. Anche Gilbert e Sagan hanno già vinto questa classica-monumento, così come il norvegese Alexander Kristoff che sarà al via. Super piazzato, con due secondi e un terzo posto, Van Avermaet giunge a questo appuntamento che per lui vale una stagione in buone condizioni di forma. Più defilato, il campione mondiale Alejandro Valverde.

Pochi gli italiani al via, con Marco Marcato che da queste parti è di casa e il giovane Oliviero Troia designati quali luogotenenti di lusso per Kristoff nella UAE Team Emirates; in gara nel Team Sky l’emergente Filippo Ganna e il sempre più enigmatico Gianni Moscon, che in una recente intervista ha dichiarato di essere totalmente fuori condizione. Compiti di gregariato per Jacopo Guarnieri, mentre un Sonny Colbrelli che per ora marcia a due cilindri dovrebbe sposare la causa del ben più agguerrito compagno di squadra nella Bahrain Merida, Matej Mohoric. Grande attesa per lo scalpitante Davide Ballerini, che sarà la punta designata del Team Astana. Bene assortita la coppia del Team Mitchelton Scott con il campione europeo Matteo Trentin, già vincitore di tre gare nel 2019 e desideroso di riscattarsi dopo la gaffe alla Sanremo; lo fiancheggerà il giovane Edoardo Affini. Il poderoso trentino Daniel Oss avrà compiti importanti nella Bora Hansgrohe, ma se Sagan non fosse in giornata potrà giocarsi le proprie carte su di un percorso che adora. L’unico toscano in gara sarà Alberto Bettiol, 25 anni, nato a Poggibonsi ma residente a Castelfiorentino e già in bella evidenza quest’anno sul Poggio, alla Milano-Sanremo: nel suo curriculum figurano tre partecipazioni al Fiandre, concluse con due ritiri e un 24° posto nel 2017 ma stavolta può fare meglio. Con lui, nel team statunitense EF Education First è iscritto anche l’amletico Sacha Modolo. Completano il quadro Filippo Fortin e Andrea Pasqualon.

Gli italiani hanno vinto 10 volte il Giro delle Fiandre e il pratese Fiorenzo Magni, con 3 successi, capeggia ex-aequo le graduatoria dei plurivittoriosi di tutti i tempi, mentre l’ultimo italiano a vincerlo è stato Alessandro Ballan nel 2007. Vittorie toscane, nel 2002 con Andrea Tafi e con Michele Bartoli nel 1996, che così ricorda il suo trionfo: «Giornata indimenticabile. È la corsa più bella di tutte anche perché vincere il Fiandre è come trionfare in un mondiale. I tifosi fiamminghi seguono la corsa come noi seguiamo un mondiale di calcio e le immagini dei muri e dell’arrivo gremiti di folla, resteranno per sempre nella mia memoria».

Soltanto due secondi posti per Francesco Moser: «Era la gara che più di ogni altra volevo vincere e nel 1980 avrei potuto farcela: volavo ed ero in fuga con un gruppetto nel finale, quando un’ammiraglia mi fece cadere. Mi rialzai ma l’attimo fuggente era ormai passato». —



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