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Cori razzisti anche in Premier La denuncia di Danny Rose «Non vedo l’ora di smettere»
ROMA. Il caso-Kean va ai tempi supplementari. Il giudice sportivo, chiamato ieri a decidere sulla vicenda che ha tenuto banco martedì sera alla Sardegna Arena sul finire di Cagliari-Juventus, ha infatti deciso per il momento di non prendere provvedimenti, disponendo viceversa «accertamenti istruttori supplementari, da parte della procura federale, in ordine ai cori di discriminazione razziale di cui sarebbero stati oggetto i calciatori Matuidi e Kean, dovendosi in particolare appurare con chiarezza, in che fasi dell’incontro sono stati bersaglio dei cori e quale dimensione e percezione reale hanno avuto».
Il giudice Gerardo Mastrandrea, in buona sostanza, prima di procedere in un senso o nell’altro vuole vederci chiaro e sapere, letto anche il referto degli ispettori della Figc a bordo campo: chi ha provocato chi, quale portata hanno avuto i “buu” all’indirizzo di Kean dopo la sua esultanza provocatoria. In attesa degli approfondimenti e delle eventuali decisioni del caso, sulla vicenda sono intervenuti ieri Massimiliano Allegri e Gennaro Gattuso condannando i cori razzisti e soprattutto assolvendo Leonardo Bonucci le cui dichiarazioni erano sembrate accusare Kean di aver provocato i tifosi cagliaritani.
Intanto dall’Inghilterra arriva un’altra denuncia antirazzismo: «Mi mancano cinque o sei anni di carriera, ma non vedo l’ora di dire basta: sono stufo degli ululati razzisti», dice Danny Rose, difensore coloured del Tottenham e della nazionale. «È una farsa: se certi club o certe federazioni sono punite con una multa che equivale a quanto posso spendere io per una serata di festa a Londra, come potrà mai finire tutto questo?». —
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