Attenzione
“Buu” razzisti, tutti con Kean. E contro Bonucci...
Il difensore aveva dato al compagno il 50% della ”colpa”. Balotelli, Sterling e Depay lo condannano: poteva difenderlo...
TORINO. «A prescindere da tutto, no al razzismo». Lapidario. Arriva in pieno pomeriggio, via social, il chiarimento di Leonardo Bonucci in merito alle storie tese di Cagliari, i “buu” razzisti e l’esultanza polemica di Moise Kean che hanno oscurato l’ennesimo tassello posto dalla Juventus sulla strada di uno scudetto ormai ad un passo. E infiammato i social nelle successive ore. Nella pancia della Sardegna Arena il centrale bianconero ha suddiviso le colpe, condannando gli insulti ma redarguendo pure il compagno di squadra per quanto fatto sotto la curva avversaria. Lo stesso Bonucci, in campo, aveva portato via il classe 2000 e accennato a un gesto di scuse per smorzare la tensione. Poi il commento nel dopo gara: «Credo che la colpa sia 50 e 50. Kean ha sbagliato e la curva ha sbagliato. Kean sa che quando si fa gol deve pensare a esultare con la squadra e basta. Anche lui poteva fare qualcosa di diverso». Una tiratina d’orecchie interpretata come fuoco amico da molti tifosi e che hanno procurato a Bonucci critiche non solo dal popolo bianconero ma pure da colleghi. Come Mario Balotelli, che nei commenti al post di Kean ha speso parole dure: «Dì a Bonucci che la sua fortuna è che io non c’ero là. Invece di difenderti che fa questo? Mah, sono scioccato». Dall’Inghilterra ha voluto dire la sua Raheem Sterling, attaccante del ManCity. Inequivocabile il suo post, nel quale ha taggato il nome di Bonucci: «La colpa è 50-50», una sfilza di emoticon, “faccine” che ridono e applausi e un’altra frase in chiusura: «Tutto quello che si può fare è ridere». Mentre da Lione, Memphis Depay si è detto «deluso» dalla reazione del difensore: «Il ragazzo può gioire come vuole. Il suo ruolo ed essenziale per la sua squadra e gioca con tanto orgoglio per il suo paese Italia. Dev’essere rispettato per questo».
Provocazione da evitare o sacrosanta replica alla vergogna degli ululati quella del ragazzo d’oro della Signora? Lui, il diretto interessato, che oggi ha approfittato del giorno libero facendo visita ad un centro per bimbi disabili a Torino, ovviamente non ha dubbi: «Il miglior modo per rispondere al razzismo», ha scritto nella dida di accompagnamento all’immagine della sua esultanza a braccia larghe. Un’esultanza difesa, ai microfoni di JuventusTv, da Giorgio Chiellini: «Dal campo non ci si rende bene conto di quanto accade, ma ho rivisto le immagini e Moise non ha fatto niente». Il capitano ha poi invitato a pensare a Kean «come una figura positiva del calcio italiano, perché se lo merita. L’unica cosa sbagliata che ha fatto oggi è stata la simulazione, quella sicuramente non la ripeterà». —
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