Il dolore
Paolo Moretti pronto a far fare il cambio di passo all'OriOra
Il nuovo coach è stato presentato dai vicepresidenti Caso e Peluffo: «Noi ci crediamo nella salvezza»
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PISTOIA. A parlare di Paolo Moretti 2, il sequel di quel “film” campione d'incassi e di successi che è stato il suo quasi settennato sulla panchina di Pistoia, è lui stesso. Paolo Moretti, felpa OriOra addosso e un sorriso rassicurante che evidenzia quel “penso positivo” su cui ha incentrato la conferenza stampa del ritorno, è sembrato già calato nel difficilissimo compito che l'aspetta. «Gli chiediamo un miracolo sportivo» ha detto realisticamente Giulio Iozzelli adducendo ad una salvezza difficilissima per l'OriOra, fanalino di coda e con 6 cartucce sole da sparare per una rincorsa che non ammette errori. «Ma se c'è una persona in grado di accendere una scintilla è proprio lui» ha aggiunto il responsabile dell'area tecnica. E' atterrato a Bologna da nemmeno 12 ore, dopo un intercontinentale che l'ha riportato (insieme alla moglie Mariolina e all'altro figlio Niccolò) in Italia dopo la visita a sorpresa all'enfant prodige Davide. Ma nonostante l'adrenalina americana, il fuso orario da smaltire, “Paolino” sembra avere già chiari gli obiettivi per riaccendere l'entusiasmo fuori e dentro lo spogliatoio. Per sperare bisogna «vincere almeno tre partite» dice incalzato dalle domande dei giornalisti, ma per farlo «bisogna cambiare passo».
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La ricetta è pronta ma la corsa è contro il tempo. «Questa conferenza stampa sarà la parte più semplice del Moretti 2» dice con una battuta. Ad introdurlo i due vicepresidenti Peluffo e Caso (che ha ospitato la presentazione alla sua Per Dormire, a conferma del legame rimasto tra lo storico sponsor e il tecnico della promozione in A1), mentre assente per motivi personali il presidente Massimo Capecchi. «E' l'ennesima dimostrazione che ci crediamo ancora» ha detto Peluffo, vicepresidente in quota Consorzio Pistoia Basket City. «Con Paolo abbiamo fatto cose stupende e gli chiediamo altrettanto» ha detto Antonio Caso, ben cosciente che una salvezza quest'anno vale come uno scudetto. «Io sono ancora più positivo- ha detto Paolo Moretti- siamo ad una partita di distanza da una nostra diretta concorrente. Il grande cambio di passo sta dentro di noi. La conoscenza avverrà in tempi brevi quindi chiedo alla squadra massima disponibilità di “sopportare” le scelte che farò che andranno verso qualcuno e contro qualcun' altro. La loro forza sarà sacrificarsi per il bene comune». Moretti parla come se non se ne fosse mai andato. Eppure 4 anni fa, la separazione con una piazza in cui ha vinto tantissimo, fu piuttosto brutale. E quel nodo, Moretti lo mette subito sul piatto, come ad evidenziare che la ripartenza è davvero da zero. «Se lì avrei mai pensato di tornare- risponde a domanda- perché no? In quei sei anni e mezzo ci sono state solo esperienze positive e anche dei momenti di attrito, le sconfitte o per esempio vi ricordate come finì la stagione ai playoff con Forte e Varnado (in rissa, ndr), ho solo ricordi positivi. Sono dinamiche in un rapporto familiare di lavoro che ci stanno». Poi aggiunge. «L'unico grande momento di attrito è stato alla fine- continua Moretti- quando era maturo il tempo perché le strade si dividessero ma l'anno di contratto ancora in piedi ci portò ad affrontarsi in maniera dura e portarci quelle scorie che ci siamo portati dietro. Ora abbiamo tolto, quel problema. Siamo liberi per il prossimo anno». —
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