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BASKET: LA RICORRENZA 

Mezzo secolo di gancio-cielo 1969, Milwaukee: iniziava la grande leggenda di Jabbar

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NEW YORK. Sono passati cinquant’anni da quando Kareem Abdul-Jabbar firmava con i Milwaukee Bucks: era il 1969 e uno dei più forti giocatori di basket di sempre lasciava la squadra della sua università - Ucla - per la Nba. Una scelta, quella di entrare nel gruppo dei Bucks, che segnerà non solo la storia della squadra ma anche la storia del basket del Paese, facendo del cestista il giocatore che in assoluto detiene il maggior numero di punti segnati (38.387). Kareem Abdul-Jabbar, nato il 16 aprile 1947 con il nome di Ferdinand Lewis Alcindor jr., è stato un’icona assoluta dello sport americano, giocatore spettacolare e coinvolgente tanto da spingere i fan a chiamare il suo modo di ballare sul parquet, insieme a quello di Magic Jhonson, «showtime». Perchè, sotto il canestro, Kareem Abdul-Jabbar era implacabile: da record i suoi numeri e imbattibile il modo di giocare con la palla, un gesto tecnico chiamato “gancio cielo”. Kareem Abdul-Jabbar, nome preso dopo la conversione all’islam negli anni Sessanta, esordisce in Nba nel 1969, dove rimase fino al 16 giugno 1975 quando venne ceduto ai Los Angeles Lakers in cambio di Elmore Smith, Brian Winters, Dave Meyers e Junior Bridgeman. Con i Bucks ha vinto un titolo Nba nel 1971 e ha ottenuto per tre volte il premio Mvp della stagione. Nella squadra di Los Angeles rimarrà fino al 1975. In totale il cestista ha vinto sei campionati, uno con i Bucks e uno con i Lakers, e sei titoli Miglior giocatore della stagione. La leggenda del basket è diventata un punto di riferimento anche nel panorama culturale degli Stati Uniti. —

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