Gioco
Federer a meno 8 da Connors, anche Miami ai piedi dell’uomo chiamato tennis
Battuto Isner in finale. E' il suo quarto successo nel master in Florida, 14 anni dopo la prima volta. Con questa vittoria raggiunge quota 101 nei tornei Atp
MIAMI. A meno otto dal mito di Jimmy Connors: Roger Federer inizia a crederci, di diventare il tennista più vincente di tutti i tempi. Lo svizzero, intanto, mette in cassaforte per la quarta volta il Masters 1000 di Miami. In finale il fenomeno del tennis mondiale travolge John Isner, che era campione uscente, con un inequivocabile 6-1, 6-4. Il fuoriclasse di Basilea nel primo set strappa per tre volte il turno di battuta allo statunitense, ma fa la vera differenza al servizio, conquistando anche 21 punti consecutivi.. Isner gioca gli ultimi punti del secondo set con la caviglia sinistra dolorante. Federer conquista il torneo Atp numero 101: il record di Jimmy Connors è a -8.
Miami, per una volta, è una città della Svizzera. Almeno a giudicare dal boato del pubblico per alcuni punti di Roger Federer, anche se di fronte c'è lo statunitense John Isner, campione uscente del Masters 1000 che si disputa in Florida. All'Hard Rock Stadium, casa dei Miami Dolphins (Nfl), il match ha poca, pochissima storia e si chiude in soli 63'.
Nel primo set Federer strappa subito il servizio a Isner e poi maramaldeggia in turno di battuta, conquistando anche 21 punti consecutivi. Long John non è efficace al servizio (ha solo il 62% di prima, quando nel resto del torneo le percentuali viaggiavano intorno al 70) ed è assolutamente impotente in risposta. Anche quando riesce a replicare alla battuta dello svizzero, viene poi messo in difficoltà con palle basse sotto rete, dove Federer lo chiama per girare a suo favore i 208 cm dell'avversario. Isner, completamente destabilizzato, con l'ennesima palla sbagliata regala il primo set a Federer dopo appena 25'.
Nel secondo set lo statunitense trova continuità al servizio. Dal 62% passa all'80% di prima, e Federer non trova il break. Si va rapidamente sul 4-4, punteggio raggiunto da Isner con tre ace.
Poi, l'americano è costretto a chiamare il fisioterapista: sta giocando la finale con un tutore alla caviglia sinistra, e si svela forse la sua poca brillantezza. Long John stringe i denti e si guadagna l'ovazione del pubblico di casa, ma zoppica vistosamente. “I can't move!” grida al suo allenatore. Ma va avanti, c'è una finale da terminare.
Da vincere, per King Roger, che ha la strada spianata e conclude con un facile 6-4. Federer fa poker a Miami, a 14 anni dal primo successo in Florida, e rompe l'anarchia nei tornei Atp 2019, che avevano visto finora 19 vincitori diversi. Per Roger l'ultimo piolo della leggenda è sempre più vicino: lo svizzero vince il torneo Atp numero 101 ed è a meno otto dal record di Jimmy Connors. Non sarà facile, visto che il tempo corre anche per il semidio della racchetta, ma con la sua classe e soprattutto l’ineguagliabile capacità di gestire il suo fisico e il calendario, Roger può legittimamente sperarci. Intanto continua a vincere, a battere nettamente i giovani leoni della Next Gen come i vecchi marpioni del circuito: contro Federer tutti devono pagare la tassa.
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