Sicurezza
Leonardo e Gianluca, la Toscana che fa grande la Nazionale
Il livornese Pavoletti ha segnato al debutto, il pisano (di Montopoli) Mancini ha esordito mostrando la sua forza. Parenti, amici ed ex allenatori incollati alla tv
LIVORNO. La Nazionale parla anche toscano. O meglio, livornese e pisano. Quella di martedì, nella travolgente ma scontata vittoria con il Liechtenstein, è stata una serata speciale e indimenticabile per il livornese Leonardo Pavoletti, che ha segnato al debutto in maglia azzurra, e per Gianluca Mancini, anch’egli esordiente, originario di Montopoli in provincia di Pisa. Pavoletti milita nel Cagliari, Mancini nell’Atalanta, ma entrambi sono legati alla loro terra.
Non è stata un’emozione solo per loro. I sentimenti forti sono stati condivisi da uno stuolo di parenti, amici, ex allenatori ed ex compagni di squadra nelle giovanili, tutti incollati alla televisione, con i lucciconi agli occhi nel vedere Leonardo e Gianluca arrivare così in alto. Per esempio non è stata una partita qualsiasi per Roberto Pacinotti, il primo mister di Pavoletti. «Che emozione – racconta – ricordo bene quel giorno con sua madre: lei parlò di qualche allenamento per provare uno sport diverso, ma la sera stessa le consigliai di iscrivere subito suo figlio alla scuola calcio perché il bimbo si era divertito, era nel suo mondo. Mi accorsi subito che aveva qualcosa di diverso rispetto agli altri, qualcosa di speciale».
Leonardo segnava ogni domenica anche a 9-10 anni, anche se a quell’età i risultati non fanno classifica e i gol non si contano. La categoria era quella dei Pulcini, in questo caso classe 1988, da cui partono quasi tutti i bambini che sognano con il pallone tra i piedi. Compreso chi oggi è in Nazionale. Dai gol nei Pulcini ai gol con la maglia azzurra il cammino è lungo, lunghissimo, ma quando si compie è esaltante. E sicuramente Pavoletti, quando martedì sera ha spinto in porta quel pallone vagante, ha ripensato a quella valanga di reti giovanili. Non tanto, perché comunque bisognava pensare a giocare, ma almeno un flash, un amarcord dei tempi trascorsi sui campetti labronici.
Dal primo allenatore di Pavoletti al primo allenatore di Mancini, il passo è breve. La parola a Giuseppe Aurilia, che ebbe Gianluca nelle file del Valdarno Calcio. Di fatto è lui che lo ha scoperto e che ora dice: «So cosa può fare e dove può arrivare».
Aurilia ora fa l’osservatore per la Spal e di ragazzini ne vede tanti. «Lui però ha qualcosa in più – dice ancora – Non molla mai, è serio e caparbio. Se sbaglia qualcosa, significa che sta male. E questa è una caratteristica dei grandi giocatori. Anni fa dissi che sarebbe arrivato a diventare professionista. Ora lo vedo tra i migliori difensori europei tra poco tempo».
Una curiosità. A Parma è arrivato il debutto in Nazionale per Gianluca Mancini, e nella città emiliana ci sarà un’altra tappa della sua splendida e indimenticabile stagione agonistica. L’Atalanta, infatti, di cui Gianluca è una delle pedine fondamentali, giocherà domenica a Parma contro i crociati in una gara molto importante per la formazione allenata da Gian Piero Gasperini nella corsa a un posto per la prossima Champions League. Dopo l’esplosione in serie A, la presenza da titolare con l’Italia, per il ragazzo di Montopoli ci vorrebbe proprio il debutto in Champions. Il più presto possibile. —
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