Sicurezza
Mancini: «Bella prestazione» Verratti: «C’è un bel clima»
«La vittoria era scontata, ma l’importante era fare gol subito. E abbiamo tenuto alta la concentrazione per tutti 90’, volevano che fosse una partita vera». Roberto Mancini è visibilmente soddisfatto dopo le sei “sberle” rifilate al Liechtenstein, senza rinunciare a lanciare altri giovani: «Spero che gli esordienti poi rimangano in Nazionale a lungo, quella sarebbe una vera vittoria. Per quanto riguarda la classifica, invece, Bosnia e Grecia a giugno saranno fondamentali per la qualificazione.»
Uno dei nuovi leader azzurri è Marco Verratti che conferma: «Non potevamo permetterci passi falsi. Dopo i Mondiali in spogliatoio ci eravamo ripromessi di riportare l’entusiasmo tra la gente: continuiamo così, non abbiamo fatto niente».
Il “grande vecchio” è invece Fabio Quagliarella, ieri in rete e da record: «Bella serata, stupenda, con due gol e con i compagni che mi hanno entusiasmato: mi spingevano a farne ancora uno. Una rinascita? Ritornare a 36 anni fa piacere, anche perché non li sento».
Adesso la Nazionale stacca la spina. Se ne riparlerà a giugno, magari con Mario Balotelli nel motore, come ha accennato lo stesso Mancini. A patto che quello che era diventato per tutti SuperMario accetti la convocazione, un dubbio che il diretto interessato ha alimentato provocatoriamente ieri attraverso Instagram: «Ci avete mai pensato che magari ci sarà bisogno di me un giorno ed io sarò pronto come lo sono stato negli ultimi tre anni ma sentendo alcuni di voi insultarmi, denigrarmi, sottovalutarmi negli anni possa anche essermi stancato emozionalmente e quindi rifiutare di andare?». Il motivo di questa presa di posizione è legato al rapporto con i detrattori, soprattutto sui social network: «Non sono un robot, nè un deficiente», ha aggiunto Balo. «Mi stufo anche io. Rispettatemi tanto quanto rispetto io l’Italia e già saremmo a buon punto».
«Non ho letto lo sfogo, ma non è un problema», ha commentato proprio il ct: «Non deve rimanerci male, non si può piacere a tutti». —
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