Il dolore
Festa azzurra e Quagliarella è da record
Doppietta del 36enne, il più anziano a rete con la Nazionale Gli altri gol realizzati da Sensi, Verratti, Kean e Pavoletti
dall'inviato Andrea Gabbi
PARMA. Doveva essere la serata degli esperimenti, si è trasformata in un’apoteosi. Non tanto per il risultato (scontato) contro una squadra mediocre, quanto per l’abnegazione dimostrata dall’Italia manciniana.
Una squadra tonica, oculata nelle scelte e attenta. Capace di non scomporsi dopo l’iniziale difficoltà nel ferire (il Liechtenstein ha provato a parcheggiare un pullman davanti alla porta) e in grado di entusiasmare. Parole grosse direte voi se si considerano le scarse qualità degli uomini di Kolvidsson.
GRANDE SPIRITO
Vero, infatti i test complicati non sono certo questi. Però è lo spirito che lascia ben sperare. Lo spirito di un gruppo che dalle macerie sta provando a risalire. In questo senso va detto bravo a Mancini che ha dato spazio a tutti in queste due uscite. Anche a Parma si sono visti volti nuovi, quelli tanto richiesti dalla critica dopo il disastro dell’era Ventura. Si è visto ad esempio un Mancini che sta crescendo, accompagnato dalla guida sapiente al centro della difesa di Bonucci. E si è visto pure Spinazzola che ha fornito un ottimo assist per Sensi, autore del gol che di fatto ha fatto iniziare la festa del Tardini.
Una festa alla quale ha partecipato, ovviamente, anche il capocannoniere del campionato. Fabio Quagliarella era l’uomo più atteso, acclamato dal pubblico come un Cristiano Ronaldo. Lui, tranquillo e determinato, ci ha provato un paio di volte su azione e poi ha pensato bene di segnare una doppietta dagli 11 metri, stabilendo anche il primato di calciatore più anziano in gol con la maglia zzurra.
Applausi a scena aperta per un ragazzo che magari ha qualche primavera di troppo sulle spalle ma che può rappresentare un valore aggiunto per una Nazionale giovane.
Altre indicazioni? Quelle del centrocampo, con Verratti che piano piano si sta prendendo delle responsabilità importanti. Anche per lui un gol e tante buone giocate.
RIPRESA DA ACCADEMIA
Nella ripresa accademia e poco altro, con Kean e Pavoletti (subentrato a Quagliarella) che hanno messo una nota, leggasi le reti che hanno certificato la goleada. Insomma: se l’Italia aveva bisogno di punti e fiducia ha fatto direttamente il pieno in quel di Parma (e pure a Udine). Vuol dire che qualcosa di buono è nato.
Dire però che questa squadra è fatta e ha un futuro è eccessivo. Mancini lo sa bene e per questo ha deciso di tenere tutti sulle spine, lasciando aperte le porte di Coverciano anche a chi magari all’azzurro non pensa da tempo (Mario Balotelli su tutti). Vincere con il Liechtenstein è la base, le fondamenta. Per vedere la casa prendere forma ci vorrà tempo. Intanto si va alla pausa e se ne riparlerà a giugno presentandoci come primatisti solitari del girone e con la porta ancora imbattuta. Non è nulla di che ma per un’Italia reduce dal frittatone dell’eliminazione del Mondiale è molto —
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