La serie A va larga, Pistoia battuto nella sfida salvezza
Grissin Bon Reggio si impone al PalaCarrara per 76-80 e lascia i biancorossi solitari all’ultimo posto in classifica e con pochi margini su cui lavorare
PISTOIA. A sette giornate dalla fine, anche la Grissin Bon si beve un'OriOra non all’altezza della gara che vale una stagione e ora ci vorrà un miracolo per mantenere la serie A. Pistoia è sola in fondo alla classifica, nella serata più nera dal suo ritorno in quella serie A che traballa per mano della rivale storica ma soprattutto per la pochezza messa in campo dalla squadra di Ramagli.
[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.30130257:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.30130257:1652439051/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]
Senza idee, senza carattere, senza coraggio e ora anche senza l’ultimo baluardo a cui finora in una stagione disastrosa, l’OriOra si era aggrappata per tenere accesa la fiammella della speranza. Ovvero l’avversaria con cui condividere le disgrazie, quella che fino ad oggi in 23 partite di una via crucis di risultati e prestazioni canestri, aveva fatto da boa per una squadra (il Pistoia Basket) alla deriva. Che dopo il rimpasto inspiegabilmente tardivo, ha prodotto 4 sconfitte su 4. Un verdetto amaro che evidenzia le fragilità della rivoluzione basata sull’utopia che un gruppo di perfetti sconosciuti (tra l’altro arrivati fuori condizione) facesse squadra nel momento topico della stagione. Una squadra che, insieme a staff tecnico e società, ha preso quattro schiaffi uno più doloroso dell’altro, con l’apice dell’occasione persa con Sassari e della brutta gara con Reggio. Una gara che, nonostante mettesse di fronte le ultime tra le ultime, aveva scosso Pistoia con una bella cornice di pubblico che ha provato fino alla fine di supportare l’OriOra. Per poi finire in un diluvio di fischi con il nervosismo a fior di pelle, prendendosela come da diverso tempo con Alessandro Ramagli.
OriOra che dopo una buona partenza, si è spenta piano piano. Crollando come sempre purtroppo in un finale in cui la grinta si è vista solo nei nervi saltati che hanno portato all’espulsione di Mesicek dopo un colpo proibito a Llompart. Reggio ha gara ed inerzia in pugno a 4' dalla fine (66- 72) ma i liberi di Odum e Mitchell (uno dei pochi a salvarsi dalla bocciatura) la rimettono ancora in carreggiata (70- 72). Manca una vita ma Pistoia non riuscirà più a costruire un'azione offensiva degna di nota, rinunciando a tiri anche con i veterani e alla fine cedendo ai liberi reggiani. A pochi secondi dalla fine Mitchell trova la tripla che potrebbe valere almeno la differenza canestri (76- 78) ma dalla lunetta Dixon mette un macigno sui sogni salvezza di Pistoia. E dire che la gara era iniziata bene: Odum (7 punti in 10') spinge Pistoia sul 15- 8, ma Reggio si rianima con un 2- 14 di parziale e chiude il quarto addirittura avanti (17- 22). Con Odum in panchina, Pistoia fa fatica ad impostare gioco ma Auda (11 punti nei secondi 10') tiene Pistoia in gara ma Dixon non sbaglia quando conta e segna la tripla del vantaggio reggiano all'intervallo (39- 40).
A rimbalzo la diga è franata da un pezzo: Cervi e soci dominano 24- 11 con Krubally peggiore in campo per i suoi... Di Pistoia si salva poco o nulla. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
