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NAZIONALE: IL PERSONAGGIO 

«Vecchio sì, ma io faccio gol...» Quaglia chioccia della giovine Italia

Brunella Ciullini
«Vecchio sì, ma io faccio gol...» Quaglia chioccia della giovine Italia

«Squadra forte e di personalità ma segna poco. Se volete posso dare una mano Siamo tanti attaccanti, e tutti pronti all’uso». Chiesa e Florenzi ko, tornano a casa

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Con ogni probabilità sarà Ciro Immobile a guidare l'attacco domani sera contro la Finlandia, nella prima gara valida per gli azzurri per le qualificazioni europee. Ma accanto a lui e a Bernardeschi, annunciati titolari a Udine, non ci sarà Federico Chiesa: il talento viola ha dovuto gettare la spugna, bloccato dal problema muscolare, tra inguine e retto addominale, con il quale convive da qualche tempo. Anche ieri ha saltato per il secondo giorno di fila l’allenamento con i compagni sottoponendosi a terapie e lavoro differenziato. Poi la decisione: via dal ritiro azzurro. A casa anche Florenzi, infortunato. La Fiorentina si augurava a questo punto il rientro del giocatore per curarsi e prepararsi ad un finale di stagione quanto mai impegnativo.

Certo, il forfait di Chiesa è una mazzata anche per Mancini che sotto la sua gestione ha sempre utilizzato il figlio d’arte, unico giocatore fra tutti quelli da lui finora convocati. Ciò a dimostrazione di quanto lo ritenga fondamentale nel suo gioco e in questa Italia chiamata a rilanciarsi dopo il mancato approdo ai Mondiali. Ieri al posto suo il ct ha provato Politano alternandolo con Kean (classe 2000). Mancini è alle prese pure con l’infortunio di Florenzi che ieri ha interrotto l’allenamento per un risentimento al polpaccio sinistro. Le sue condizioni verranno valutate nelle prossime ore. Intanto al suo posto è stato provato Piccini. Se il baby Kean scalpita, altrettanto fa il veterano del gruppo coi suoi 36 anni: Fabio Quagliarella, il 're del gol' in campionato con 21 centri. «Non penso di essere qui in premio - ha detto -se Mancini chiama un giocatore è perché pensa possa dare una mano. Io sono a a disposizione anche se ovviamente navigo a vista data l'età. Comunque sto cercando di ritagliarmi il mio spazio, siamo tanti attaccanti e tutti pronti. Anche perché bisogna risolvere il problema del gol e dobbiamo dare di più». Mostra di divertirsi ancora tanto. «Mi piace questa Italia piena di giovani forti e di personalità e ciò è positivo per il nostro calcio». Poi sulla vicenda dello stalker da lui sofferta in passato: «Ne ho parlato anche qualche giorno fa in camera con 4-5 compagni, ognuno ha raccontato la propria storia. A me hanno chiesto come riuscivo ad allenarmi nonostante quella situazione, ho risposto che allenavo il fisico ma la mente era da tutt'altra parte. E' un capitolo della mia vita che ha lasciato cicatrici in me e nella mia famiglia. Però ho continuato ad andare dritto per la mia strada. Anche se l'altra sera, dopo quella discussione, ho sognato cose un po' strane...». Meglio pensare a come battere la Finlandia: «Non sarà facile, affrontiamo una squadra compatta, fisica – avverte Nicolò Barella, uomo chiave in mezzo al campo di questa Italia insieme a Jorginho e Verratti – Giocare insieme è solo un vantaggio, loro impostano, io mi muovo tra le linee. Bello sentire tanta fiducia da parte del ct, ti aiuta a migliorare. Io nuovo Nainggolan? Bel complimento, lui è uno dei tre centrocampisti più forti della Serie A. E ammiro tanto anche Modric. Il futuro? Fa piacere l’interesse dei grandi club ma ora conta solo la salvezza del Cagliari. Ho anche pensato a una carriera alla Gigi Riva ma ora non posso sapere il mio futuro». —

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di Redazione web