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Berna, mi manda CR7: «Ogni giorno imparo voglio essere leader e un... tuttocampista»

Brunella Ciullini
Federico Bernardeschi nell'aula magna di Coverciano
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Federico Bernardeschi nell'aula magna di Coverciano

«Questa è un’Italia giovane, entusiasta e piena di talento. Momento magico? Per me è solo un punto di partenza»

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Federico Bernardeschi, dalla sfida vinta in Champions con l’Atletico Madrid al raduno a Coverciano per iniziare il cammino dell'Italia verso l’Europeo 2020.

Pronto per essere un leader anche in azzurro?

«Spero di diventarlo. E' il mio sogno anche se qui ce ne sono molti che possono esserlo e non mancano le grandi personalità su cui contare, mi riferisco a Chiellini, Bonucci, Sirigu. Mi auguro di poter esserlo anch'io».

Intanto ha saputo conquistare sempre più spazio nella Juve: non a caso Allegri l'ha schierata titolare nella grande sfida con l’Atletico…

«Mi ha fatto piacere. Non era scontato in serate così. Ho cercato di ripagare la fiducia, in partite del genere bisogna dare tutto, con la Juve abbiamo davvero scritto un pezzo di storia».

In vista dei quarti con l'Ajax teme una squalifica di Cristiano Ronaldo per il gesto di martedì scorso?

«Sarebbe una cosa folle, la sua è stata solo un'esultanza, non c'è altro da dire. Penso che tutto si chiuderà lì. Comunque ho visto Ronaldo sereno e lo siamo anche tutti noi, sono sicuro che alla fine andrà tutto bene. Lui è un campione assoluto, ogni giorno ci trasmette tantissimo e da lui c’è continuamente da imparare».

Lei appare molto sereno, soddisfatto, cresciuto in campo e fuori. A 25 anni appena compiuti, con esperienze già importanti, si sente di essere nel pieno della maturità?

«Ho cercato di lavorare soprattutto nella testa. La mentalità, l’abnegazione al lavoro aiutano a crescere come persona prima ancora che come calciatore. Sono molto contento ma voglio sempre di più da me stesso e togliermi ancora tante soddisfazioni. Questo momento è un punto di partenza».

Nessun dubbio che aver scelto la Juve sia stata la decisione più giusta per lei. A Firenze il suo posto è stato preso da Federico Chiesa: se dovesse dargli un consiglio quale sarebbe in attesa di un’estate in cui sarà l’uomo-mercato?

«Gliel’ho già dato: decida sempre con la sua testa scegliendo ciò che più vuole. Nessuno può permettersi di entrare nel suo privato e dirgli cosa è più giusto per lui. A me ha aiutato molto decidere di testa mia anche perché poi le scelte te le ritrovi nella vita e nella carriera. Federico è cresciuto tanto e può continuare. Ma già adesso è fortissimo e maturo: scelga ciò che ritiene meglio per lui».

Lei gioca perlopiù esterno ma Allegri la vede anche mezzala e Mancini la definisce un jolly. Se lei fosse un allenatore in quale ruolo si schiererebbe?

«Mi piace fare la mezzala e mi piacerebbe un sacco anche poter giocare 'tuttocampista', se vuoi mantenerti a certi livelli devi metterti sempre a disposizione della squadra e delle idee di chi ti allena».

Questa Nazionale è pronta per regalare notti magiche come quella della Juve in Champions?

«Siamo un gruppo giovane ma pieno di talento. Dobbiamo essere come la Juve, avere consapevolezza della propria forza e rendercene conto puntando su questo. Noi ci crediamo».

Da sabato contro la Finlandia comincerà ufficialmente il viaggio verso l’Europeo 2020. Fiducioso?

«Ci aspettano due gare che non dobbiamo fallire e mi riferisco anche a quella di martedì 26 a Parma con il Liechtenstein. C’è quindi pressione ma questa fa parte del gioco e del ‘peso’ della maglia azzurra. Sappiamo che dobbiamo cominciare a segnare di più, non riusciamo a concretizzare quanto creiamo. Però nelle ultime quattro partite abbiamo fatto molti passi avanti mostrando grandissimo gioco, divertendoci e facendo divertire. Ci manca, è vero, ancora un po' di esperienza ma siamo sulla strada giusta per andare ad affrontare l’Europeo nel migliore dei modi».

 

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