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NAZIONALE: IL RADUNO A COVERCIANO 

Mancini, qui comando io «Balo e Belotti? Mie scelte»

Brunella Ciullini
Mancini, qui comando io «Balo e Belotti? Mie scelte»

L’Italia dei ragazzi: nel 4-3-3 le certezze sono Barella, Chiesa e Bernardeschi «Mario non è ancora pronto. Con la Finlandia sarà difficile, divertiamoci»

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Non perde tempo Roberto Mancini: fra pochi giorni la sua giovane Italia comincerà il viaggio verso gli Europei 2020. E così già nel primo allenamento a Coverciano, ieri pomeriggio, ha testato quella che dovrebbe essere la formazione titolare sabato prossimo a Udine contro la Finlandia, gara d'esordio per le qualificazioni europee (curve esaurite, venduti già 14.000 biglietti) cui seguirà il martedì successivo quella con il Liechtenstein a Parma. Modulo 4-3-3, Donnarumma, Florenzi, Bonucci, Chiellini e Biraghi, Barella, Jorginho e Verratti, Chiesa, Immobile e Bernardeschi. Insomma, ora si fa davvero sul serio, anche per questo motivo il ct - che prima dell'allenamento ha 'sfilato' con Chiellini indossando la nuova divisa disegnata da Armani, una collaborazione che durerà 4 anni - ha convocato 29 giocatori fra cui 10 attaccanti.

«D'ora in poi le partite conteranno di più e ci sarà più pressione ma vedo entusiasmo e ragazzi che si divertono, sono fiducioso - spiega il Mancio - vogliamo provare a fare qualcosa di diverso, vincere divertendo e giocando bene».

Mancini vuole un'Italia propositiva e di prospettiva, così in mezzo agli uomini di esperienza imprescindibili ci sono anche tanti giovani, molti dei quali - iniziando da Chiesa, il più impiegato finora da Mancini - sono ormai un punto fermo. «Sono tutti cresciuti e devono continuare così, se giocano migliorano e questo è lo spunto più interessante del campionato, un bene per la Nazionale e l'Under 21». Pure il romanista Zaniolo, classe '99, è pronto al debutto (»Merito a Di Francesco che gli ha dato grande fiducia», ha detto il ct) e tra i convocati c'è lo juventino Kean (2000): «Se il peggior augurio per lui è sentirsi definire il nuovo Balotelli? Mario alla sua età giocava e segnava in A, auguriamoci che Moise parta come lui e prosegua bene.

Balotelli ha fatto un'ottima carriera anche se poteva fare ancor meglio». Riguardo l'attaccante del Marsiglia Mancini continua a escluderlo anche se gli sta lasciando sempre una porta aperta: «Fuori per motivi tecnici o comportamentali? Mario non è ancora al meglio per essere qui. E' sicuramente migliorato rispetto a qualche tempo fa ma credo che possa fare ancora di più. Da lui ci aspettiamo tanto, ha 29 anni, per tornare in Nazionale deve dare il massimo e gli serve ancora un po' di tempo». Più chiuso nei confronti di Belotti, altro escluso eccellente mentre Insigne è out per infortunio: «So che tante scelte vengono discusse, il bello della Nazionale è questo, ma alla fine decido io. Belotti può fare molto meglio, adesso non è qui ma può tornarci».

Ben altro tono parlando di Jorginho e Verratti: «Stanno facendo bene, possono crescere ancora e io mi reputo fortunato perché posso schierarli insieme e perché ho trovato centrocampisti di qualità, giocatori versatili che mi stanno aiutando a costruire una squadra che sa giocare a calcio". L'auspicio ovviamente è che sia anche un'Italia vincente a iniziare da sabato: «Ci aspetta una gara difficile ma vogliamo farla nostra. La voglio vogliosa e brava a difendere ma prima ancora a proporre bel gioco».

Il presidente federale Gabriele Gravina ha parlato di arbitri. «Un reddito di cittadinanza per gli arbitri a fine carriera? Mi piace poco questo termine perché sa di assistenzialismo, credo comunque sia giusto supportare in un processo di solidarietà gli arbitri che hanno scelto il professionismo in un processo di solidarietà e poi a 40 anni si ritrovano dismessi con una famiglia a carico». —

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