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Giacobbe: «Non mi pagano da mesi, vado via col cuore in mano»

di Francesca Lenzi
Giacobbe: «Non mi pagano da mesi, vado via col cuore in mano»

L’ultima parata del portierone del Piombino: «Non posso chiedere i soldi ai miei genitori, spero che la squadra si salvi»

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PIOMBINO. Il Piombino continua a perdere pezzi. Dopo l’esonero del preparatore atletico dei portieri, Andrea Sicari, ad andarsene stavolta è il portiere Raffaele Giacobbe.Rimasto ai box domenica contro il Camaiore per un problema muscolare, era stato sostituito dal secondo, Alessio Rossi, a questo punto promosso giocoforza titolare. «Ho deciso di andar via perché non mi pagano da dicembre - le parole del portiere, pisano, residente a Tirrenia - Abito a 100 chilometri da Piombino, ho delle spese da sostenere e io ci campo con questo lavoro. Non posso chiedere soldi ai miei genitori a 22 anni. Ne ho anche parlato con il mio procuratore e alla fine ho scelto di andar via. Preferisco allenarmi da qualche altra parte, magari vicino a casa». Dove, al momento, non lo sa neppure Giacobbe, che ha avuto contatti con alcune società. Una volta trovato l’accordo, potrà avere il nulla osta dal Piombino per allenarsi altrove.

Al di là del fattore economico, la sensazione è che la scelta del ragazzo sia stata influenzata non poco dal recente esonero di Sicari: «Senza dubbio - conferma Giacobbe - Le motivazioni, più di una, che mi hanno spinto vanno oltre il discorso finanziario. Sono stato, però, sempre il primo che ad arrivare al campo, e dopo tutto quello che ho fatto credevo in un altro trattamento. Se il presidente oggi (venerdì, ndr) fosse venuto in sede assicurandomi almeno una parte dei rimborsi o comunque mi avesse dimostrato fiducia, sarei rimasto. Voglio comunque ringraziarlo per avermi dato la possibilità di giocare nel Piombino. Grazie anche al diesse Ferroni. Per me questo è stato un anno fondamentale nella mia crescita. E il nero e l’azzurro sono colori che ho nel cuore, come dimostra la sciarpa che ho sempre portato in campo ogni partita. Vado via perché mi sembra di aver ricevuto meno di quanto io abbia dato - continua Giacobbe - Mi dispiace molto, lascio dei compagni, amici e una squadra che non meritano quello che è successo. Ho scelto però per il mio cammino, ma me ne vado deluso e con il cuore in mano. Spero che il Piombino si salvi. L’ho sempre voluto e avrei giocato anche da attaccante, centrocampista o difensore per questo obiettivo. Grazie infine anche ai tifosi che mi hanno sempre sostenuto. Non lo dimenticherò mai».

Incassa ma spera in un ripensamento Massimiliano Spagnesi: «Mi spiace per questa decisione - afferma il presidente del Piombino - Per me Giacobbe è un ottimo ragazzo. Non l’ho visto né sentito perché solitamente queste cose sono di pertinenza dello staff tecnico. Sui pagamenti dico soltanto che sono legati alle problematiche presenti nell’ambito sportivo, e qualche ritardo c’è sempre. Posso capire lo sforzo economico del ragazzo, ma spero non accampi simili scuse. Credo piuttosto abbia risentito della vicenda Sicari e forse di qualche attrito nello spogliatoio. A Piombino, però, c’è bisogno di lui, soprattutto in questo finale di campionato, e spero possa ripensarci». 

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