Gioco
L’Inter rimaneggiata cede all’Eintracht domenica il derby per salvare la stagione
Spalletti ha gli uomini contati, nel finale deve inserire due Primavera. Al Francoforte basta una rete di Luka Jovic
MILANO. Esce dalla coppa l’Inter, in una partita caratterizzata dalla tante assenze, ma anche dalla mancanza di quella grinta e di quella sana rabbia sportiva, che in partite decisive per la stagione sarebbero necessarie. Il Francoforte attacca, segna, poi si limita a giocare con ordine, mentre piano piano il Meazza smette anche di incitare i nerazzurri. E domenica sera c’è il derby in casa Milan, forse l’ultima occasione per salvare la stagione, non facendo scappare i cugini e tenendo lontana la Roma. E chissà che non sia l’ultima occasione anche per il tecnico.
La lista degli indisponibili, fra squalificati e infortunati, è lunga come una messa cantata e Spalletti deve inventarsi la formazione: Inter in campo con il 4-2-3-1, con Keita centravanti. Alle sue spalle Perisic, Politano e Candreva, quest'ultimo destinato ad arretrare a centrocampo passando al 4-3-3. Cedric a sinistra in difesa, panchina per Ranocchia e Brozovic insieme a quattro ragazzi della Primavera.
Dalla parte opposta Hutter (in tribuna perché squalificato) inserisce l'olandese Willems, laterale sinistro preferito a De Guzman come interno di centrocampo al posto dello squalificato Fernandes. Nel 3-4-1-2 l'esterno mancino è ancora Kostic, Gacinovic danza alle spalle del temibile tandem Haller-Jovic. Sugli spalti ci sono tredicimila tifosi giunti al Meazza da Francoforte. E si fanno sentire.
Pronti via e l’Eintracht va subito vicino alla rete. I tedeschi hanno le idee chiare: un gol in trasferta sarebbe pesante come il piombo. Così al 3’ Handanovic è un gatto sul diagonale di Kostic, sulla ribattuta è clamorosa la traversa di Haller a colpo sicuro. Ma passano altri due minuti e il Francoforte passa con Luka Jovic, su errore di De Vrij e colossale dormita della difesa nerazzurra: delizioso il suo pallonetto, che accarezza il palo e entra. È il gol numero 22 in 35 gare stagionali per il 21enne serbo: in prestido dal Benfica, è già nel mirino di molte società.
La paura scuote l’Inter che prova a imbastire un gioco, ma prima Perisic, poi Keita non riescono a concretizzare. Così l’Eintracht, forte della tranquillità data dalla rete segnata, gioca meglio. Nel finale di tempo è ancora Handanovic a salvare l'Inter, prima intercettando il diagonale di Gacinovic e, dopo la respinta, anticipando da terra la ribattuta di Haller (39’).
Non ha molte alternative Spalletti e l’Inter nella ripresa torna in campo con gli stessi del primo tempo. I tedeschi, però, sono più ordinati e con Haller e Gacinovic impegnano ancora Handanovic. Fra i nerazzurri a caricarsi la squadra sulle spalle è Politano, che prova almeno a dare vivacità. Il primo cambio è degli ospiti: Gacinovic non ce la fa, entra l’ex Napoli De Guzman (59’). E Spalletti risponde provando di nuovo la carta Ranocchia, per Cedric (62’), avanzando Skriniar a centrocampo. Politano ci prova due volte da fuori, ma Trapp è sicuro, poi è proprio Skriniar ad andare vicino al pareggio, la palla esce di pochissimo (71’). I minuti passano e Spalletti butta nella mischia anche il giovanissimo Esposito (un 2002) per Borja Valero (73’). Poi ecco anche un 2000, Davide Merola, attaccante brevilineo,per lo stanchissimo Politano (80’). Dalla parte opposta l’Eintracht inserisce il portoghese Paciencia. Un nome che dice tutto.
E c’è ancora tempo per vedere un altro miracolo di Handanovic (92’). Poi più nulla.
Il quadro dei quarti
Sono qualificate Chelsea, Napoli, Valencia, Villareal, Eintracht, Arsenal e le due vincenti di Praga-Siviglia e Benfica-Dinamo, andate ai supplementari. Oggi, dopo quello della Champions League, il sorteggio a Nyon, si giocherà l’11 e il 18 aprile. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
