Il dolore
Moretti, estasi e tormento Davide trionfa nella Ncaa Papà Paolo rischia il posto
Una famiglia tutta pane e basket. Che proprio sottocanestro vive due situazioni contrastanti: l'apoteosi di Davide Moretti, primo italiano a vincere un titolo di conference in Ncaa, e la disperazione di papà Paolo, coinvolto nel baratro cui la Mens Sana Siena sembra sempre più vicina. Una crisi senza fine, nella città del Palio, che solo 10 anni fa prima del crac Montepaschi era diventata la “cannibale” della retina italiana. Ma dove la ripartenza dalla Legadue della nuova Mens Sana, arrivata al quinto tribolato anno, non sembra dare garanzie. Anzi le prospettive dell'ennesimo rilancio ambizioso avanzate ad inizio stagione in cui il club aveva ingaggiato un coach stimato come Paolo Moretti (ex di Livorno e soprattutto di Pistoia dove ha vissuto un quasi settennato di altissimo livello, riportandola in A1), si sono presto incrinate. Con i venti di crisi a sferzare, già da dicembre, l'ex PalaSclavo dalla cui volta scendono beffardamente quei trofei vinti non troppo tempo fa (attualmente in discussione). Con le prime scadenze di mancato pagamento degli stipendi largamente superate, in molti hanno iniziato a fare le valigie. Ma non Moretti senior, uomo simbolo anche per le sue giovanili in maglia Mens Sana prima di addentare la serie A e diventare “Paolino la peste”, a cui la piazza arrabbiata e allibita si è stretta per la sua resistenza nonostante tutto e tutti. Nonostante nelle ultime settimane si sia presentato in campo in Legadue con una squadra di ragazzini che ne hanno prese onorevolmente di qua e di là, col solo obiettivo di salvare il club. Che dalla sua non è riuscito a dissipare le nuvole nere, così chè la squadra e lo staff domenica scorsa non si sono presentati a Legnano, perdendo 20-0 a tavolino. Una scelta che ha fatto discutere, con tanti benpensanti anche tra gli addetti ai lavori ad indignarsi per un campionato falsato. Ore terribili in cui per coach Moretti, l'unica buona notizia a livello sportivo è arrivata da lontanissimo. Da quella Lubbock dove il suo “Moro”, il figlio quasi ventunenne Davide, cresciuto nelle giovanili di Pistoia, è un nuovo eroe. C'è il suo talento, la sua intelligenza cestistica e il fiuto per il canestro ereditato dal suo mito personale (babbo Paolo) nel primo storico titolo di Texas Tech nelle Big 12 di Ncaa. Una cavalcata importante in cui centrale è stata la crescita dell' “italian boy” a cui coach Beard ha dato ampia fiducia nell'anno della ripartenza di una squadra in cui Moretti junior l'anno scorso si inserì in punta di piedi, contribuendo ad arrivare alla top 8 tra i college americani. Da stanotte partono i playoff ed è subito grande sfida con Kansas, per vedere se il “Moro” e i suoi faranno ancora impazzire Lubbock con una nuova March Madness, il periodo più caldo del campionato universitario. Sparring partner ideale per quel Jarrett Culver che è stato nominato mvp di conference, Moretti ha alzato il titolo con percentuali ri realizzazione da stropicciarsi gli occhi: 50% dal campo, 40 da tre e 90 ai liberi. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google