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LA SCOMPARSA DEL COACH 

Bucci commuove tutto lo sport L’amico Ancelotti resta in silenzio

Bucci commuove tutto lo sport L’amico Ancelotti resta in silenzio

Carletto e Alberto erano unitissimi. Fantozzi: uomo e allenatore eccezionale Domani la camera ardente a Bologna e nel pomeriggio i funerali a Rimini

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BOLOGNA. Per un ultimo saluto ad Alberto Bucci, presidente della Virtus Bologna e storico allenatore delle V nere, è stata allestita domani la camera ardente nella Sala Tassinari di Palazzo d’Accursio dalle 9 alle 13. I funerali si svolgeranno sempre domani, ma alle 16, a Rimini, nella chiesa Gesù Nostra Conciliazione.

Ieri su tutti i campi di ogni campionato di basket è stato osservato un minuto di silenzio in memoria dell’ex coach scomparso l’altra sera a Rimini, all’età di 70 anni, dopo una lunga malattia che aveva affrontato con grandissimo coraggio e dignità. Il caldo e commosso applauso del Dall’Ara, prima di Bologna-Cagliari, il minuto di silenzio a Treviso, prima di De Longhi-Montegranaro. L’omaggio dell’Italia sportiva ad Alberto Bucci, scomparso sabato sera, all’età di 70 anni, è un qualcosa che accomuna tutti. E che attesta quante persone volessero bene ad Albertone, presidente della Virtus.

«La scomparsa di Alberto Bucci addolora tutta la città. Se ne è andato l'uomo della stella e di tante straordinarie vittorie. Se Bologna è Basket City gran parte del merito è anche suo. Grazie. Perdiamo una persona di grande umanità che ha fatto bene allo sport e a tutti noi», ha detto ieri il sindaco di Bologna, Virginio Merola.

E lo stesso Carlo Ancelotti, grande amico di Alberto, non ha rilasciato dichiarazioni al termine della partita contro il Sassuolo, in lutto per la scomparsa di Alberto Bucci. L’ex allenatore e presidente della Virtus Bologna erano grandi amici, come ha spiegato a Radio Rai il figlio Davide. «Voglio spendere anche io due parole per la famiglia di Alberto Bucci: lo sport e la famiglia perdono una persona straordinaria. Erano molto amici, per questo ho avuto anche io la fortuna di conoscerlo».

Ieri lo ha ricordato anche Alessandro Fantozzi, playmaker della Libertas Livorno che Bucci portò a un soffio dallo scudetto nel 1989. «Alberto ci ha insegnato che quando riesci aa lottare, non esiste la sconfitta. E’ stato un allenatore eccezionale, lui non ti diceva molto, aspettava che ti accorgessi da solo dell’errore e le correggessi. Una persona speciale, un grandissimo amico, quasi un giocatore. Una volta che era malato andammo tutti a casa sua, attorno al suo letto, per preparare tatticamente la partita. Indimenticabile». —

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