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Addio Alberto Bucci, mitico coach e artefice del miracolo Livorno

Giorgio Billeri
Addio Alberto Bucci, mitico coach e artefice del miracolo Livorno

Se n’è andato a 70 anni dopo una lunga malattia. Oltre al quasi scudetto Enichem vinse tre titoli con la Virtus Bologna

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LIVORNO. Una notizia dolorosa come una schioppettata alla schiena: chi ama il basket piange la scomparsa, a 70 anni, di Alberto Bucci. Bolognese fino nel midollo (era nato sotto le Due Torri il 25 aprile del 1948), il coach del miracolo Livorno e delle tante vittorie con la Virtus si è spento ieri a Rimini. Alberto era malato da tempo, ma da grande sportivo e combattente aveva affrontato la sfida della sua vita petto in fuori, continuando a lavorare con il basket e per il basket. «La pallacanestro italiana piange la scomparsa di uno dei suoi protagonisti di tutti i tempi. Ci ha lasciati Alberto Bucci, allenatore, presidente della Virtus Bologna e membro dell’Italia Basket Hall of Fame che ha lungamente combattuto, e con coraggio, la malattia», il messaggio di Gianni Petrucci, presidente della Federbasket.

E’ stato, Alberto, uno dei più grandi allenatori italiani di basket di ogni tempo. Ha vinto tre scudetti sulla panchina della Virtus (il primo, quello della stella, nel 1984 poi nel '94 e nel '95) e 4 coppe Italia (2 Virtus, le altre a Verona e Pesaro). Iniziò la sua carriera in Fortitudo,a 25 anni, poi ha guidato oltre alle squadre citate anche Rimini, Fabriano e Livorno (che portò, sponda Libertas, dalla A2 alla finale scudetto perduta con Milano).

E proprio quell’avventura con Livorno gli era rimasta nel cuore, perchè fu davvero qualcosa di eccezionale. Un gruppo che lui stesso aveva forgiato e plasmato, pezzo dopo pezzo, con infinita pazienza e intuizioni tecniche, tattiche e gestionali anni luce avanti rispetto all’epoca (era il 1989). Il genio di Fantozzi, il tiro di Forti, la duttilità di Tonut, la forza di Carera, l’intelligenza di Alexis, era davvero una delle squadre più divertenti mai viste sul parquet, e quella sconfitta arrivata in garacinque, davanti al pubblico livornese, quel canestro annullato a Forti, la rissa di Premier e tutto quando arrivò dopo rappresentarono, per Alberto, una vera spina nel cuore. Ma lui era grande anche nella capacità di reinventarsi, si trovare nuove sfide, di predicare la sua pallacanestro. Dal 2016 Bucci era tornato in Virtus come presidente seguendo la sua squadra del cuore fino all'ultimo. «Virtus Pallacanestro Bologna, Fondazione Virtus e tutto il mondo della V nera dicono addio al Presidente, Alberto Bucci - scrive la Virtus in una nota - che ci ha lasciati stasera dopo essersi battuto per otto lunghi anni, da guerriero generoso e tenace, per il bene prezioso della vita. Tutta la Società si stringe in un grande abbraccio a Rossella, Beatrice, Annalisa e Carlotta, a tutti i familiari e amici di un grande uomo, e condivide con loro questo momento di infinito dolore. Ciao, Alberto. Sei nella Storia della Virtus».

Non solo, Bucci è nella storia della pallacanestro italiana, per sempre. Un tecnico di grande livello ma soprattutto un uomo che, dovunque è andato, ha lasciato una ricchissima eredità umana. A Livorno tornava spesso, magari per una partita delle vecchie glorie o per una cena nostalgica con chi la Libertas continua ad averla nel cuore. Un uomo rispettato anche dagli avversari: la Pallacanestro Livorno, la Fortitudo. Non esiste rivalità, davanti a persone così. Grazie Alberto, è solo un time out.

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