Sicurezza
I tre minuti incantati di Leonardo Cappellini Rigore parato e...assist
Una favola a Montecatini: la prodezza e il lancio perfetto per il gol di Falivena. «Penso ai playoff, non al domani»
La carriera di un portiere è legata al filo di un rasoio, Per Leonardo Cappellini, 24 anni, livornese, lo è sempre stata: in un amen è passato dall’annata trionfale con il Ponsacco in Eccellenza parando l’impossibile, alla retrocessione dai professionisti con il Tuttocuoio che lo ha costretto praticamente a ripartire da zero. Non si è fatto prendere dall’ansia, dalla paura, ma si è saputo rialzare lottando, passando da un’annataccia con il Montecatini in serie D, aiutato anche dai consigli di mamma Cristina (ex cestista e ora insegnante di educazione motoria), cominciando questa stagione con il Montignoso per poi ritornare in Valdinievole, allenandosi strenuamente in attesa del suo momento. E il suo momento è arrivato due settimane fa, quando l’allenatore Marselli gli ha concesso l’opportunità di ritornare tra i pali. Un primo approccio e poi domenica scorsa i tre miuiti da eroe, da “santo” come i suoi compagni di squadra lo hanno ribattezzato. Un sospiro, dall’84’ all’87’ per sentirsi nuovamente un eroe, per credere in sé stesso, per capire di avere tutte le qualità per riemergere.
Minuto 84, siamo sullo 0-0, fallo di mano in area di rigore di Marcon, rigore per il Piombino. Dal dischetto si presenta Bigazzi, “Cappe” si tuffa e respinge. «E’ stato mio compagno di squadra, - spiega lui - negli allenamenti non calciava mai dalla stessa parte, per cui sono andato a intuito sapendo che avrebbe piazzato e non tirando di potenza». Minuto 87: punizione dalla destra del centrocampo, sul pallone va l’estremo difensore biancoblù che invita i compagni a salire. Ne scaturisce un cross perfetto in mezzo all’area di rigore dove capitan Falivena stacca di testa e batte Giacobbe regalando il successo al Montecatini. Un calcio calibrato e perfetto, degno dei migliori assist-men. «Adesso penso solo alla squadra, al finale di stagione che ci attende, ai playoff. Il futuro può attendere». Certo. Ma con la consapevolezza di avere maggior fiducia nei suoi mezzi. —
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