Sicurezza
Pistoia 3.0 da rodare e l’Alma Trieste scrive la sua storia
Prima vittoria al PalaCarrara per i giuliani che hanno chiuso tutti i quarti sempre in vantaggio accelerando nell’ultimo per conquistare un +13 finale
PISTOIA. Squadra nuova, mali vecchi e nonostante la rivoluzione di mercato, la battaglia del campo la vince Trieste. Con pieno merito, tenendo in mano le redini del match dagli ultimi minuti del primo quarto fino alla spallata decisiva dell'ultimo parziale. Dove il break ospite di 16- 25 a suon di triple, ha evidenziato quanto il rimpasto nell'organico dell'OriOra abbia bisogno di tempo per essere digerito. Un rischio preventivabile ma concretizzatosi contro la solidità del collettivo della matricola terribile giuliana.
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Tempo per togliere la ruggine di due mesi di inattività a Odum, per risintonizzare Crosariol sulla serie A ed inserire nei giri, quel Tony Mitchell che insieme a Peak ha dato entusiasmo all'onorevole rincorsa che fino al terzo quarto ha visto l'OriOra in gara. Già tempo, il peggior nemico di una squadra rifatta nelle sue fondamenta a due terzi di campionato, che con l'ennesimo ko casalingo, lascia il campo alla prima vittoria in via Fermi di Trieste (sempre sconfitta dall'era Olimpia). Ma soprattutto a 10 gare dalla fine, rimane piantata in fondo alla classifica. L'attesa per la nuova Pistoia era tanta. Palazzetto vestito a festa con tanto di mascotte (che come i colpi di mercato è arrivata con due terzi di stagione già andati), buona cornice di pubblico che ha iniziato speranzoso e ha finito deluso. Tra qualche fischio verso coach Ramagli e l'applauso di incoraggiamento ai giocatori chiamati a rincorrere quel miracolo chiamato salvezza. Perché di segnali la rinnovata OriOra, data a Ramagli praticamente negli ultimi giorni della lunga pausa di campionato, ne ha dati. Ha iniziato molto bene con Odum e Mitchell subito in quintetto insieme a Peak e alle (assai poco brillanti) torri Auda e Krubally, infiammando i tifosi con una partenza a tutto gas (10- 2) dopo aver aperto con un minuto di silenzio per ricordare Luca Cappellini il tifoso morto improvvisamente nei giorni scorsi all’età di 53 anni.
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Per poi farsi risucchiare dall'esperienza di Trieste che ha clamorosamente chiuso avanti (22- 24) un quarto in cui una buona Pistoia si è persa nella girandola di quintetti mandati in campo. L'OriOra è piaciuta anche nel piglio reattivo avuto nel secondo e terzo quarto quando è sembrata in grado di reagire agli allunghi propiziati dalle mani calde di giocatori affidabili come Peric (tricolore a Venezia due anni fa) e l'ex Trento, Sanders. Nel secondo quarto, sotto 26- 32, l'Oriora ha reagito con Bolpin e i pochi lampi di Krubally (30- 32), andando al riposo sul -4 grazie alle invenzioni di Mitchell. Nel terzo, è riemersa dalla doppia cifra di svantaggio (41- 51), grazie al quintetto "piccolo" Della Rosa, Mesicek, Mitchell, Peak (10 punti qui) accanto ad un Crosariol che come un diesel, è cresciuto alla distanza. Il suo primo canestro su azione vale il 61- 63 (29'40") e corona il miglior parziale biancorosso (che comunque non va oltre il 25- 25 con l'Alma). Pistoia è tornata lì con un quarto da giocare. Anche se, in pratica, lo giocherà solo Trieste. —
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