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La Ducati tornata tutta italiana e lancia la sfida al "dream team" Honda

La Ducati tornata tutta italiana e lancia la sfida al "dream team" Honda

Marquez e Lorenzo sono i piloti da battere nella stagione che si apre domenica sul circuito di Losail in Qatar

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ROMA. Un dream team, quello Honda con Marc Marquez e Jorge Lorenzo, per la verità un po’ incerottato; il solito sogno della Decima targata Valentino Rossi; una Ducati che torna a parlare solo l’italiano con Andrea Dovizioso e Danilo Petrucci appena arrivato dal team non ufficiale della Pramac. Dopo una lunga serie di test dove i vari team non hanno giocato certo a carte scoperte tra strategie gomme e mappature varie, il Motomondiale che sta per partire a Losail in Qatar domenica 10 marzo si preannuncia incerto almeno al via per le non eccellenti condizioni fisiche dei centauri della scuderia campione del mondo data per favorita.

Pronti a dare subito battaglia alla Honda saranno di sicuro le Ducati apparse in ottima forma sia nei test a Sepnag che negli ultimi in Qatar. La Gp19 ha fatto un passo in avanti in termini di prestazione, ma il forlivese giustamente aspetta il riscontro di più tracciati per una conferma. Il vice campione del mondo nei test non ha mai cercato il tempo. È un segno di consapevolezza dei propri mezzi, ma non si può nemmeno dire che si sia nascosto o che sia contento al 100% di quanto ha provato. Alla Ducati manca ancora qualcosa per diventare la moto totale e per battere Marquez non è detto che il pacchetto a disposizione basti. Danilo Petrucci è veloce e già calato alla perfezione nel ruolo di compagno di box perfetto per Dovi.

Oltre alla Ducati a contendere il Mondiale alla super Honda ci sarà la Yamaha di Valentino Rossi, anche se i vecchi problemi non sembrano essere risolti. Il degrado della gomma posteriore e le carenze in accelerazione rimangono le questioni aperte sul tavolo di Iwata. La M1 in Qatar paga 10 chilometri orari di velocità di punta a Ducati e Honda.

Tra le note positive dei test sicuramente la Suzuki, che ha sorpreso tutti in termini di velocità sia con Alex Rins che con Joan Mir: la moto è migliorata nel motore e la ciclistica rimane un punto di riferimento.

Passi avanti anche per l’Aprilia: la nuova Rs-Gp è già meglio della moto 2018 e Romano Albesiano può tirare un sospiro di sollievo. Entrare nella top ten con sei Ducati in griglia e una Suzuki ormai stabile ai piani alti sarà sempre più difficile, ma a Noale hanno avuto il coraggio di rivedere profondamente il progetto nel complesso. L

’arrivo di Bradley Smith come tester e di Massimo Rivola come team manager promettono impegno, razionalità e organizzazione. E l’acquisto di Andrea Iannone anche le scintille.

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