Gioco
Cecina, ci hai provato Rossoblù a testa alta Al cinico Montignoso basta soltanto un tiro
CECINA. Jonathan Nigiotti, di professione punta, condanna il Cecina a un’altra sconfitta. Ieri, il Montignoso ha per la sassata da 25 metri dell’attaccante ospite in apertura di ripresa, pronto a conquistare palla a centrocampo sfruttando un errore dei padroni di casa e a scaricare subito il tiro sorprendendo anche il portiere Tommaso Cappellini. Il gol scolpisce il tabellino, sebbene dopo 95 minuti di battaglia i rossoblù siano usciti dal prato a testa alta tra gli applausi del poco pubblico seduto sulle gradinate scoperte a godersi il sole di una domenica di primavera. Peccato, perché il pareggio sarebbe stato più giusto. A parte un episodio dubbio in area cecinese, per assistere alle emozioni è necessario aspettare il minuto 31, quando Gianni Rigoni ci prova di destro costringendo Niccolò Frongillo, ex di turno, a respingere con la gomma dei guanti. I ragazzi allenati da Tiziano Di Tonno avanzano convinti, perché si accorgono che il Montignoso è quadrato ma non imbattibile. Al 45’, Cappellini compie il primo miracolo della sfida, volando da un palo all’altro e deviando in angolo una punizione di Federico Fassone. La prima frazione si chiude così, dopo una serie impressionante di corpo a corpo sull’asse centrale per conquistare zolle preziose. Secondo tempo. I giocatori rientrano dagli spogliatoi e la gara ricomincia: passano due soli minuti e Nigiotti firma la prima rete personale in campionato e consegna tre punti d’oro ai compagni. I rossoblù non si scoraggiano e tessono trame offensive che creano non poche difficoltà alle retrovie degli ospiti. Al 10’, Niccolò Chiaramonti incorna un calcio fermo e il cuoio scheggia la traversa. Al 16’, Matteo Biserni impegna Frongillo su punizione e al 24’ Federico Biondi spara da dentro l’area, ma il numero uno ospite si stende e respinge. I padroni di casa, mai domi, costringono gli avversari a chiudersi dietro: al limite dell’area si accendono le mischie, i carrarini soffrono e durante il recupero calciano via la sfera in attesa del triplice fischio. Che piano piano arriva e chiude la contesa.—
Michele Falorni
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