Il Tirreno

Sport

Quelle panchine che sussurrano ai cavalli Allegri-Ancelotti, passioni e vittorie in comune

Amanti dell’ippica, due carriere vincenti. Oggi al San Paolo la Juve può chiudere il campionato, ma rischia tantissimo

3 MINUTI DI LETTURA





Due allenatori che sussurrano ai cavalli. Già, il nitrito è il suono che accomuna le passioni di Carletto Ancelotti e Massimiliano Allegri: uno ha fondato una scuderia e acquista purosangue in serie, l’altro - nella giovinezza livornese - non si risparmiava nelle scommesse sulle corse dell’Ardenza. Così diversi da calciatori (stesso ruolo, ma Carletto ha vinto molto di più) e come allenatori, ma uniti dall’ippica, dalla passione per la pesca, dall’eleganza e della bravura strategica.

Max è l’allenatore più vincente della nostra Serie A degli ultimi anni (e non solo). Il tecnico ha guidato la sua Juve alla conquista di quattro double campionato-coppa Italia consecutivi e gli manca solo il successo europeo per diventare uno dei più vincenti di sempre. Carlo Ancelotti ha vinto tutto quello che c’era da vincere e ora sogna grandi traguardi con il Napoli, anche se lo scudetto sembra una lontanissima chimera. La Juve ha 13 punti di vantaggio e il Napoli, vincendo, potrebbe mettere qualche dubbio in più nella testa dei giocatori bianconeri.

QUI NAPOLI

Carlo Ancelotti pensa solo alla Juve, così come i 50.000 che stasera torneranno ad affollare il San Paolo dopo due mesi di magra: «Giochiamo contro la squadra più forte e faremo una partita d'attacco, perché siamo nelle condizioni ottimali per poter vincere», dice. Il tecnico azzurro non ha paura di lanciare una sfida a viso aperto, puntando su gioco e intensità: «Abbiamo voglia e ambizione per giocare al meglio. La squadra sta molto bene, fisicamente e mentalmente e credo che non ci sia occasione migliore che affrontare la Juve ora».

QUI JUVENTUS

Vale «due terzi dello scudetto» la trasferta della Juventus al San Paolo, uno «spartiacque importante» della stagione in attesa del ritorno in Champions con l'Atletico Madrid. I tredici punti di vantaggio sui partenopei non sembrano bastare a Massimiliano Allegri, che alla vigilia della sfida col Napoli chiede alla sua squadra di «battere la seconda per confermare quello che stiamo facendo», spazzando via le critiche per il ko in Spagna e mettendo a tacere le voci che danno l'allenatore via da Torino. «Col presidente Agnelli ci vedremo per fare il punto della stagione e per parlare del futuro. Senza nessun problema, sono legato alla Juve». La vigilia è di quelle importanti e non solo per l'avversario e la posta in palio. «Sarà una bella serata di sport, troveremo un sacco di gente e uno stadio che spingerà il Napoli. Dovremo farci trovare pronti, facendo una partita lucida, tecnica e di intensità, sapendo che a Napoli le partite non finiscono mai», osserva Allegri, allontanando da Chiellini e compagni certe critiche. «Le critiche le accetto, se costruttive fanno bene, ma se si parte da un presupposto in cui si perde di vista la realtà non è un problema mio. Perché vincere non è facile, anzi è straordinario», sostiene il tecnico bianconero, a cui non devono essere andate giù certe parole di troppo dopo l'Atletico Madrid. «Dispiace per le reazioni che ci sono state, ma sbagliava chi si aspettava che la Juventus vincesse 3-0». —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Domenica sport
Calcio

Serie D, l’ottava meraviglia della Pistoiese arriva nel recupero, cadono due big nel girone E – I risultati e le classifiche

di Alessandro Lazzerini