Gioco
La poesia del dribbling in un calcio muscolare Messi il genio, fra gli italiani Chiesa e Lazzari
Studio europeo del Cies: in Italia se ne tentano assai meno che all’estero, 31 a partita. Il più estroso è Dybala della Juventus
Se chiedete ad un appassionato qual è l’azione più emozionante di una partita di calcio la risposta sarà la stessa: il dribbling, l’unico momento che avvicina il football di adesso a quello d’altri tempi.
Un aspetto del gioco preso in esame dal Cies, il centro studi sul calcio di Nyon, che ha stilato la classifica dei migliori funamboli in Europa.
La fotografia che ne esce non fa certo bene alla nostra Serie A, il campionato nel quale questo fondamentale è meno usato.
Nelle partite della nostra massima divisione se ne vedono soltanto 31 a partita, appena il 50,1 % dei quali riusciti.
Come sono lontani i tempi di Franco Causio, Claudio Sala, Bruno Conti, Roberto Donadoni e Gianni Roccotelli, l’inventore della “Rabona”, gente che sulle finte e controfinte ha costruito carriere scintillanti, elevando il dribbling ad arte.
Gente di cui adesso si sente la mancanza, con le nostre squadre che basano tutto, o quasi, sull’agonismo, sulla forza fisica, certamente importanti, ma dal fascino neanche paragonabile ad un tunnel ben fatto. Un po’ come paragonare lo champagne ad una bibita.
Colpa di un sistema che nel percorso di crescita dei nostri ragazzi privilegia fisicità e tattica rispetto alla tecnica pura.
Eppure basterebbe ampliare l’orizzonte per capire che si vince con la tecnica e non con la corsa, con le finte e non con la prestanza fisica: non è un caso che le spagnole, da anni dominatrici delle coppe europee, siano le squadre che ne tentano di più.
Stesso ragionamento vale per il Bayern in Germania (Ribery, Robben) ed il City in Inghilterra, autentica accolita di piedi buoni (Aguero, Sanè, Sterling, De Bruyne).
Un po’ la strada che ha scelto la Juventus vestendo di bianconero Bernardeschi, Dybala e Douglas Costa.
Messi, il maestro
Ma qual è il miglior dribblatore del vecchio continente ? Risposta facile facile, Leo Messi, autentico Houdini del pallone.
Il 10 del “Barca” tenta un dribbling ogni 19’, mettendo a sedere gli avversari due volte su tre, percentuale che ha quasi del soprannaturale. Superata, però, dal belga del Chelsea Eden Hazard, uno che ne tenta meno – ogni 21’ – ma vanta una percentuale del 73 % di dribbling riusciti.
Bene anche Allan Saint-Maximin, l’emergente fantasista del Nizza.
In Italia invece chi dribbla di più è Paulo Dybala: la Joya ne prova uno ogni 30’, poi troviamo De Paul e Federico Chiesa, assieme a Manuel Lazzari della Spal gli unici rappresentanti del nostro calcio tra i primi 50 in classifica.
Poco, troppo poco per una popolo abituato a talenti assoluti come Baggio, Zola, Totti e Del Piero, gente che certo non si faceva problemi a puntare l’avversario, lasciandolo quasi sempre sul posto. —
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