Gioco
La bella favola degli Holiday Tre fratelli nel pianeta Nba
NEW YORK. Uno ha oscurato LeBron infliggendogli ieri sera una pesante sconfitta. Un altro ha messo a segno dieci punti, ma non è riuscito a bloccare l’ex squadra di The King. Il terzo, per una volta, non è sceso in campo. Ma quello che Jrue, Justin e Aaron stanno realizzando è il sogno di basket più incredibile d’America e per un motivo semplice: sono fratelli e giocano tutti nella Nba. Se negli Stati Uniti tre ragazzi su diecimila ce la fanno, e possono giocare al Madison di New York o allo Staples Center di Los Angeles, la famiglia Holiday si è presa tutto quello 0,03 per cento di probabilità di successo: Jrue, 28 anni, gioca a New Orleans, Justin, 29 anni, a Memphis, e Aaron, 22, a Indiana. I primi due nati in California, il terzo in Alabama, e ora in giro per gli Stati Uniti. I genitori sono due ex giocatori di basket con la squadra universitaria di Arizona State, ma se hanno trasmesso ai ragazzi il dna giusto, non basta a spiegare questo successo. Molti figli di ex giocatori non sono neanche arrivati al campionato universitario e se la Nba ha avuto una tradizione di fratelli, a cominciare dagli spagnoli Marc e Paul Gasol, tre è un evento eccezionale. «Hanno sempre giocato insieme - racconta la madre, Toya - e questo li ha resi più forti, perchè avevano età diverse e dovevano confrontarsi con stimoli diversi. Noi li abbiamo seguiti ovunque». Jrue è il ragazzo di miglior talento della famiglia: sabato ha guidato i Pelicans alla vittoria sui Lakers per 128-115 con una prestazione da Mvp, 27 punti e 7 assist. Ma non tutto nella vita dei fratelli è andato sempre per il verso giusto: nel 2016, Jrue aveva lasciato il basket per stare dietro alla moglie, Lauren, ex calciatrice professionista, che aveva scoperto un tumore al cervello durante la gravidanza. Dopo la guarigione, Jrue è tornato a giocare, diventando uno dei leader della squadra, a cui è legato da un contratto da 26 milioni di dollari a stagione. Justin, il più alto dei tre (1,98, contro l’1,93 di Jrue e l’1,85 di Aaron), dopo il college dove non giocava quasi mai, erano finito in Belgio e in Ungheria, prima di essere notato dalla Nba, dove ha debuttato con Philadelphia, vinto un titolo con Golden State e ora è passato ai Memphis.
Aaron, il più giovane, è al primo anno in Nba e le cose vanno bene: ha giocato 37 partite con una media di 5,5 punti e quasi il quaranta per cento al tiro. Può solo migliorare, dicono gli analisti, non solo guardando i fratelli, ma giocandoci contro. Anche se i genitori hanno un altro sogno nel cassetto: vederli nella stessa squadra. —
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