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dopo la sconfitta a madrid 

Napoli e Atletico, i venti giorni più lunghi per una Juve ferita

Guido Fiorini
Napoli e Atletico, i venti giorni più lunghi per una Juve ferita

Il 3 marzo la sfida al San Paolo, il 12 il ritorno di Champions Bonucci: «90 minuti in cui ognuno di noi dovrà dare tutto»

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TORINO. 12 marzo, ore 21: questa la data della sfida di ritorno fra Juventus e Atletico Madrid. 90 minuti per salvare l’obiettivo principale della stagione, visto che il campionato ormai pare messo in bacheca. Ma lo scudetto, sia pur l’ottavo in fila, è quasi una cosa normale per il popolo bianconero che, quest’anno, si aspettava di avere quel qualcosa in più anche in Europa. Ronaldo, in fondo, è stato preso proprio per questo e la sua piroetta con gli addominali in mostra serve in Champions, non col Frosinone.

E invece l’allegra barca ha sbattuto la faccia sull’avversario più difficile. Che gioca poco al calcio, ma che nel vortice di spallate (e pedate) riesce anche a tirar fuori prestazioni importanti, difendendo con due reparti tosti e in armonia, ripartendo e aggredendo. Un avversario che sa mordere al collo una squadra ferita, come la Juve. Del resto le partite con Parma e Atalanta avevano già mostrato che qualcosa non stava girando nel verso giusto.

Tutto sul ritorno quindi, almeno le buone intenzioni ci sono. Se bastassero i tweet i quarti sarebbero in cassaforte: «Abbiamo bisogno di dare tutto nella seconda partita. Questa squadra non molla mai» (Szczesny); «Una sfida da vivere, e vincere, tutti assieme. Fino alla fine. Venti giorni per essere pronti» (Allegri); «Al ritorno servirà una Juve diversa. 90 minuti dove ognuno di noi dovrà tirare fuori più del massimo. In campo e fuori. Insieme ce la giocheremo» (Bonucci, Instagram).

Più che i social il 12 marzo allo Stadium servirà, però, un atteggiamento diverso. Non è stato morbido l’ex Andrea Pirlo, ma le sue parole sono chiare: «Gli obiettivi devono essere sempre alti. Quando giochi nella Juventus sai di poter raggiungere certi obiettivi, ma io ho visto una squadra senza personalità e con poca voglia di proporre gioco. Sembrava una squadra attendista, che voleva solo far scorrere il tempo ed era convinta che prima o poi avrebbe trovato il gol». Certo se fai giocare De Sciglio al posto di Cancelo non ti prepari a far male, ma a non fartelo fare. Al ritorno mancherà Alex Sandro, squalificato.

Venti giorni per cambiare tutto quindi e tentare l’impresa. In mezzo ci sono tre partite di campionato, di cui due non troppo impegnative (a Bologna domenica, in casa con l’Udinese venerdì 8 marzo), ma una che potrebbe chiudere i conti almeno sul discorso scudetto, la trasferta di Napoli di domenica 3 marzo. 13 punti sono un bottino che dà sicurezza, ma la Juventus di adesso non pare “multitasking”. Se si concentra su una cosa, perde di vista l’altra. —

Guido Fiorini

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di Redazione web