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Due reti e mezzo: Juve travolta dall’Atletico

Guido Fiorini
Due reti e mezzo: Juve travolta dall’Atletico

Buon primo tempo dei bianconeri, poi segnano Morata (e il Var annulla), Gimenez e l’”interista” Godin. Ora sarà dura

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MADRID. Due reti subite, una terza annullata dal Var. Non è certo così che la Juventus può pensare di passare il turno contro l’Atletico Madrid. La formazione di Allegri gioca benino per un tempo, poi sparisce dalla partita e lascia spazio agli uomini di Simeone. Il 12 marzo allo Stadium ci vorrà un mezzo miracolo per andare avanti.

Qualche sorpresa nelle formazioni iniziali. Allegri opta per De Sciglio in difesa, lasciando Cancelo in panchina, in mezzo c’è Bentancur accanto al recuperato Pjanic e a Matuidi. Come annunciato gioca anche Dybala, dietro alle due punte. Dall’altra parte è seduto in panchina l’ex di turno, Alvaro Morata, Simeone sceglie Diego Costa per affiancare Griezmann davanti.

Passano 9 minuti e già si vede Cristiano Ronaldo, con una “bomba” su punizione da trenta metri: Oblak si salva in angolo. E poco dopo Bonucci sfiora la traversa di testa su angolo.

La gara è equilibrata, tirata, combattuta, si lotta su ogni pallone, il Wanda Metropolitano ribolle e l’agonismo pervade l’aria, come in una battaglia all’arma bianca. Il primo tiro dell’Atletico è da fuori, di Thomas, Szczesny para a terra (14’). La Juventus pressa, attacca meglio a destra con De Sciglio, ma si espone alle ripartenze dei colchoneros che quando salgono si appoggiano su Griezmann e fanno paura. Pare una partita a scacchi, giocata però nel Trono di Spade.

Poi però è la tecnologia protagonista, con il Var che corregge l’arbitro che aveva assegnato rigore per una carezza amorevole di De Sciglio su Diego Costa, almeno due metri fuori dall’area (27’). L’intensità resta alta fino al termine del tempo, ma le occasioni sono poche: l’Atletico ha due dighe davanti alla porta, la Juventus gira palla con pazienza, ma gli spazi sono pochi.

Nessun cambio a inizio secondo tempo e trama che prosegue come nel primo: la Juventus prova ad avere pazienza, gira palla cercando metri giocabili e il 4+4 dell’Atletico spezza quasi tutte le azioni.

Gli spagnoli giocano in contropiede e proprio in una ripartenza Diego Costa, inseguito da Bonucci, allarga troppo il piattone e grazia Szczesny (50’). E due minuti dopo Griezmann, su azione confusa, prova a scavalcare il portiere bianconero che con un guizzo devia sulla traversa. Il “Cholo” sente il sapore del sangue e inserisce forze fresche, tre uomini in pochi minuti: fuori Diego Costa, dentro l’ex Morata (58’). Poco dopo esce Thomas ed entra Lemar, infine Correa per Koke (66’). E serve di nuovo il Var: proprio Morata segna la rete dell’Atletico, ma la moviola “vede” una spinta a due mani sulla schiena di Chiellini. E l’arbitro annulla (71’). Certo nella ripresa la Juventus non è quella del primo tempo, la formazione di Allegri è lenta e prevedibile e espone il fianco all’Atletico. Così anche Allegri cambia, fuori uno stremato Pjanic, dentro Emre Can (73’).

Ma stanno per iniziare i cinque minuti più brutti della Juventus, un piccolo incubo nella partita. Prima l’Atletico passa con Gimenez, svelto a mettere in rete dopo una mischia (78’). Poi arriva anche il raddoppio, stavolta di Godin, di nuovo su azione molto confusa (83’). Allegri prova anche le carte Bernardeschi (per Dybala, 83’) e Cancelo per Matuidi (86’). E proprio l’ex Fiorentina sfiora la rete, su angolo di Ronaldo (88’). Poi poco altro. —

Guido Fiorini

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