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«Frasi sessiste», la Rai “squalifica” Collovati

«Frasi sessiste», la Rai “squalifica” Collovati

Durante “Quelli che il calcio” aveva detto: «Quando sento una donna parlare di tattica mi si rivolta lo stomaco»

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ROMA. È il caso di dire che per Fulvio Collovati è scattata la squalifica per due giornate, ovvero è stato sospeso da ogni attività di commentatore ed opinionista per la Rai fino a sabato 9 marzo. È la decisione che l'azienda ha adottato nei confronti dell'ex giocatore per le sue frasi di domenica scorsa durante 'Quelli che il calcio' su Rai2 sulla competenza femminile in fatto di tattica calcistica, e ritenute da più parti come sessiste.

Durante un collegamento esterno Collovati aveva infatti detto «Quando sento parlare una donna di tattica... mancano gli esterni... mi si rivolta lo stomaco». I conduttori del programma, accortisi della brutta piega che la questione stava prendendo, avevano tentato di stemperare gli animi ma l'ex calciatore aveva proseguito dicendo »se tu parli della partita... com'è andata, così... bene. Ma non puoi parlare di tattica perché una donna non ne capisce come un uomo. Non c'è niente da fare». E quando gli hanno comunque chiesto un commento circa le addette ai lavori del calcio femminile aveva risposto che «Le calciatrici qualcosa sanno ma non al 100%», concludendo con un «mia moglie non si è mai permessa di parlare di tattica nei miei confronti». Apriti cielo, il web si è scatenato, le polemiche si sono intensificate, sono intervenuti anche la commissione Pari opportunità dell'Usigrai (il sindacato interno) e lo stesso esecutivo Usigrai parlando di «squallido siparietto» per quanto avvenuto durante 'Quelli che il calcio'.

L'Usigrai si è chiesto poi «se i responsabili del programma, la direzione e i vertici della Rai ritengano di dover prendere le distanze, stigmatizzare e porre rimedio a quanto avvenuto. E se, in assenza di scuse pubbliche, la Rai ritenga di volerlo confermare come opinionista».

«La frase di Fulvio Collovati infatti - continua l’Usigrai - non soltanto denota mancanza di sensibilità umana e professionale ma soprattutto viola palesemente quanto previsto dal contratto di servizio per superare gli stereotipi di genere al fine di promuovere la parità e di rispettare l'immagine e la dignità della donna anche secondo il principio di non discriminazione». —

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