Il Tirreno

Prato

Mediterraneo downtown: quattro giorni di dibattiti e spettacoli

di Samuele Bartolini
Gaza, foto di Massimo Berruti
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Gaza, foto di Massimo Berruti

La manifestazione nel centro storico di Prato dal 3 al 6 maggio offre un programma ricchissimo. Si parlerà di minori stranieri non accompagnati e di nuove demografie mediterranee, di migranti e richiedenti asilo accolti in famiglia (a Ventimiglia e a Camaiore), della salvaguardia ambientale e del riciclo dei rifiuti raccolti in mare 

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PRATO. Dalle città mediterranee raccontate da narratori che le conoscono bene ai musei della città aperti a un euro. Dalle riflessioni sui cambiamenti climatici alla finanza etica. E ancora. Musica, spettacoli, spazio per i bambini. C'è davvero l'imbarazzo della scelta nel carnet di eventi del Mediterraneo Downtown presentato a Palazzo Strozzi Sacrati.

La manifestazione nel centro storico di Prato dal 3 al 6 maggio offre un programma ricchissimo. Cominciamo con la musica. Un nome su tutti: Paolo Fresu. Il concerto jazz del trombettista delle meraviglie insieme a Omar Sosa e Trilok Gurtu è l'evento più atteso di tutto il festival (sabato 5 maggio ore 21.30, Teatro Politeama). Ma sarà anche una vera e propria festa dei musei. Chiunque si troverà a Prato in quei giorni potrà visitare a un euro il Museo del Tessuto, il Centro Pecci e il Museo di Palazzo Pretorio.

Sarà invece piazza Santa Maria in Castello ad ospitare ogni giorno le storie su cinque città mediterranee: Instanbul, Odessa, Napoli, Il Cairo e Prato. Cinquanta minuti in cui i narratori raccontano le città che conoscono meglio o che amano di più con il loro sguardo. Tra loro: lo storico Franco Cardini, i giornalisti Antonio Armano, Raffaele Palumbo, Mahmoud Salem Elsheikh e l'imprenditore pratese Andrea Cavicchi. L'urgenza di affrontare i cambiamenti climatici. La portavoce Unhcr Carlotta Sami ne parlerà all'incontro di apertura (venerdì 4 maggio, ore 18, Teatro Metastasio).

Altro evento: “Il denaro come mezzo e non come fine”. E' organizzato da Finanza Etica e racconta le esperienze di finanza alternativa in giro per il Mediterraneo (sabato 5 maggio, ore 15.30, sala del consiglio comunale). Soddisfatto l'assessore alla presidenza della Toscana Vittorio Bugli: “Mediterraneo Downtown è la dimostrazione che certi temi non sono solo di nicchia, ma possono diventare popolari”.

Dello stesso avviso il sindaco Matteo Biffoni che aggiunge: “Relatori di indiscussa qualità e gente che ti dice la cose come stanno e non quello che vorresti”. Tra i promotori: Comune di Prato, Regione Toscana, Cospe, Amnesty International, Libera e Legambiente. 

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TRE STORIE. In tempi di Terza Guerra Mondiale a pezzetti l'umanità pare una sola al Mediterraneo Downtown. Sono storie di madri, di bambini e studenti. Tutte nel segno della pace e del dialogo tra le culture. Alle porte dell'Europa c'è un conflitto – quello siriano – che interroga le nostre coscienze, che ci mette di fronte ai nostri limiti. Ma non c'è guerra che fermi la solidarietà delle persone normali. Non c'è legge dello Stato che arresti la loro accoglienza. E al Mediterraneo Downtown sono questi racconti a prendere la scena. Ve ne raccontiamo tre.

LA STORIA DI HALIMA E IRFANKA - Halima Aissa e Irfanka Pasagic sono due madri e hanno un dolore atroce in comune. Tutte e due hanno perso il loro figlio. Halima lo ha visto morire ingoiato dal mar Mediterraneo mentre cercavano di raggiungere la Fortezza Europa. A Irfanka gliel'ha portato via la furia della guerra nella ex-Jugoslavia. Cosa c'è di più tragico per una madre che sopravvivere al proprio figlio? Forse nulla. Ma dalla sofferenza è nato l'impegno. Dal dolore sono spuntati due fiori bellissimi. Halima ha fondato l'associazione Aredepte e ora passa la vita a ricostruire verità e giustizia delle madri che hanno perso i figli nell'esodo dei migranti verso l'Europa. Irfanka, che di mestiere fa la psichiatra, ha messo in piedi l'associazione Tuzlanska Amica a Srebrenica, nella Bosnia Erzegovina, e aiuta i ragazzi e le madri vittime della guerra e dei lager. Le potrete ascoltare sabato 5 maggio alle ore 17 al consiglio comunale di Prato.

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IO ACCOLGO UN PROFUGO E MI AUTODENUNCIO – Tenete a mente queste due località di mare: Lido di Camaiore e Ventimiglia. A Lido di Camaiore vive la famiglia Bastari-Mankowski. A Ventimiglia abitano i Pirrera-Torre. Hanno entrambe deciso di fare una cosa controcorrente. Hanno accolto in famiglia alcuni giovani profughi in fuga da guerra e fame. Si sono accommodate con gli orari, hanno aggiustato i tempi di lavoro per tenere insieme i bambini. E lo fanno in collaborazione con Welcome Refugees. E passino pure in cavalleria le leggi inventate dallo Stato. Quando te la trovi davanti, la sofferenza umana non bada mica alla parola clandestino. Viene da accogliere. Punto e basta. Le famiglie Bastari-Mankowski e Pirrera-Torre racconteranno la loro esperienza sabato 5 maggio, alle ore 18.15, nella sala del consiglio comunale di Prato.

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IL PREMIO 'MEDITERRANEO DI PACE' - Cosa sarà mai un bacile. E' un piatto in ceramica. Niente di più. Può essere usato in cucina. Il barbiere lo usa per lavarsi le mani. Ma può essere anche un segno di dialogo tra le culture. I bacili decorati provenienti dalla Tunisia, ad esempio, li trovate sulle facciate delle chiese italiane. Ebbene. Alla realizzazione di un bacile decorato c'hanno lavorato sessanta studenti delle scuole al di qua e al di là delle sponde del Mediterraneo. Sono state coinvolte l'Ecole Supérieure des Beaux Arts d'Alger (Algeria), l'Università di Firenze (Italia), l'ISBAS Institut Supérieur des Beaux-Arts de Sousse, Université Euro-Mediterraneenne de Fès (Marocco). E' uno studente della scuola di Belle Arti di Algeri, Ayoub Rakkah, che ha fatto il decoro più bello. Quel bacile è diventato il premio al vincitore di “Mediterraneo di pace”. Lo consegnano venerdì 4 maggio durante l'inaugurazione del festival al Teatro Metastasio, a partire dalle ore 18. 

 

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