Il Tirreno

Prato

Il tribunale di Prato ospita la mostra "Libertà provvisoria" di Franco Ionda

Franco Ionda "Libertà provvisoria", Palazzo di Giustizia, Firenze, Acquisizione di 35 ritratti. Installazione per 7 piani
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Franco Ionda "Libertà provvisoria", Palazzo di Giustizia, Firenze, Acquisizione di 35 ritratti. Installazione per 7 piani

L'opera presenta una serie di ritratti rielaborati mediaticamente dalle fototessere utilizzate nelle carte d'identità di varie persone del mondo dell'arte, della cultura e dell'economia

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PRATO.  Sarà inaugurata mercoledì 10 maggio alle 11,30 nel tribunale di Prato, 1° e 2° piano | piazzale Falcone e Borsellino 8, la mostra "Libertà provvisoria" dell'artista Franco Ionda. "Libertà provvisoria", opera dell’artista Franco Ionda, presenta una serie di ritratti rielaborati mediaticamente dalle fototessere utilizzate nelle carte d'identità di varie persone del mondo dell'arte, della cultura e dell'economia, partecipi e protagonisti della storia e delle vicende artistiche e culturali del territorio di Prato e della Toscana, o di altre parti del mondo, riuniti insieme nel giugno 1997 in occasione del lancio del ciclo d'Irradiazioni d'arte diretto da Bruno Corà.

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Dopo 25 anni e due decenni esatti da quelle proposte e uscite artistiche del Centro Pecci in città, l'opera è stata donata dall'artista per essere esposta a cura dello stesso Centro Pecci in comodato al Tribunale di Prato, che così inaugura una nuova collaborazione culturale e istituzionale lungo l'asse urbano del Viale della Repubblica.

L’opera di Ionda ri-porta tratti di vite e ricordi di persone, personaggi o personalità, i volti identitari di un tessuto sociale di conoscenti e amici dell'artista che diventano tracce, sedimenti del suo lavoro iconografico, composto fra il 1995 e il 1996 dentro a uno stanzone postindustriale di Prato.

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Dopo averli esposti in una vecchia fabbrica tessile davanti alle antiche mura della città, quali testimoni di una cultura civica e industriale in rapida mutazione; dopo averli esportati in Austria e Germania per mostre in gallerie o destinati in parte per gli spazi interni del nuovo Palazzo di Giustizia di Firenze, ora l'artista ne dispone un'ultima serie nei due piani del Tribunale di Prato, inserendoli nel luogo della legge e del diritto per ricordare la brevità e densità della vita. Con l’esortazione a non dimenticare l'ineluttabilità della sua fine, rappresentata solennemente e ritualmente dal momento del giudizio, quello in cui ognuno sarà identificato per quello che è stato o per ciò che ha lasciato.

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