Il Tirreno

Prato

TEATRO FABBRICONE

Il Teatro delle Albe e Ermanna Montanari al Fabbricone con "LUS"

Una scena della spettacolo (foto Luca Del Pia)
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Una scena della spettacolo (foto Luca Del Pia)

Concerto spettacolo per voce, live electronics e contrabbasso diretto da Marco Martinelli

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PRATO. Ermanna Montanari, attrice del Teatro delle Albe di Ravenna con una ultratrentennale esperienza di esplorazione artistica e uno studio sulla voce e sul suo uso espressivo che oggi ne fanno una delle grandi interpreti della scena italiana, dà voce a LUṢ, un concerto-spettacolo per voce, live electronics e contrabbasso diretto da Marco Martinelli, in scena al Teatro Fabbricone, da giovedì 24 a domenica 27 novembre (feriali ore 20.45, sabato ore 19.30, domenica ore 16.30).

Dopo la storica versione del 1995, affiancata dal compositore Luigi Ceccarelli con il suo computer per l'elaborazione elettronica in tempo reale, e dal solista Daniele Roccato con il suo contrabbasso, la voce caleidoscopica della Montanari evoca con LUṢ (Luce) - un poemetto in lingua romagnola del poeta Nevio Spadoni scritto appositamente per lei - una composizione eterea che tesse le tristezze di Bêlda, donna vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento, veggente guaritrice, conoscitrice delle erbe e dei rimedi naturali, curatrice quasi pagana dei mali che affliggono le genti e i lavoratori di un imprecisato villaggio ravennate, una mistica terrigna con un’ancestrale irrequietezza, una vocazione eretica, un qualche barlume sensitivo unito a un’anarchica irriducibilità.

La donna, vittima dell’ipocrisia del paese, attraverso un monologo che è al contempo un testo-preghiera-maledizione, racconta la sua storia ed il peso che porta dentro se stessa: orfana di madre alla giovane età di tre anni, il padre mai conosciuto, cresce in casa del fratello maggiore e della moglie che le insegna l’arte medicinale delle erbe e “i loro amori”, diventando così con gli anni la strega di paese a cui tutti si rivolgono sia per i mali del corpo che per quelli dell’anima.

Il fattore scatenante della sua invettiva contro quegli stessi uomini che ogni giorno la cercano ma che poi la confinano ai limiti della società, è l’atto dissacratorio di un “pretaccio” colpevole di aver disseppellito la madre di lei. In preda all'ira, la donna gli scaglia contro un maleficio di morte.

Il monologo si rivela essere così una ricerca disperata di luce, di uno spiraglio di bene, quella stessa luce che lei dona agli altri ma che lei non riesce a vedere. È un'accusa sferzante contro la doppiezza, il farisaismo della nostra civiltà.

Un concerto, LUṢ, che racconta, senza raccontare, la magia incantatoria dei suoni, antica come il mondo, incarnata con forza nel nostro presente, nelle “facce”, malate e abbacinate, nei gorghi di colore, sangue e mercurocromo dipinti ad acquerello da Margherita Manzelli e dilatati nelle proiezioni sul fondale.

Un concerto che è un ambiente riverberante di presenze acustiche, un paesaggio sonoro “aumentato”, con suoni che si allargano, si smagliano, si rincorrono in un loop irrisolto, in un canone sghembo, tortuoso, sempre più denso, agglutinante.

Per gli spettatori che raggiungono Prato in treno, il Metastasio ha istituito quest'anno un servizio navetta dalla Stazione di Porta al Serraglio al Fabbricone e alla Sala Fabbrichino (andata e ritorno), al prezzo fortettario di 2 euro. Il ticket navetta può essere acquistato on-line (ticka.metastasio.it), congiuntamente all'acquisto del biglietto dello spettacolo, o in biglietteria (via Cairoli 59, dal martedì al sabato 9.30/12.30 e 16.00/19.00).

 

 

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